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Ogni nave ha una storia e un’anima: l’Incrociatore Taranto!

Redazione IAMTaranto - 20 Luglio 2021

La nave non è solo un pezzo di ferro galleggiante, per ogni marinaio è viva, ha un’anima fatta di sentimenti, passioni, gioie e dolori.  E’ una compagna di vita ed ha una vera e propria identità e come tale le viene dato sempre un nome. Negli anni sono stati utilizzati nomi famosi di grandi personaggi della storia, di eroi, di animali, di venti, di figure immaginarie e di città.

TARANTO” è stato il nome assegnato a un Incrociatore leggero ceduto dalla Germania alla Regia Marina alla fine della Grande Guerra.

Il noto Trattato di Versailles aveva ripartito tra le potenze alleate le navi della marina tedesca radunate a Scapa, ma qualche giorno prima della firma la Hocheseeflotte si era autoaffondata facendo saltare il Trattato. Successivamente gli Alleati dovettero notificare ai tedeschi una nuova lista di navi da consegnare e tra queste c’erano cinque incrociatori leggeri tra cui lo Strassburg. Agli incrociatori radiati dalla marina tedesca fu assegnata una lettera identificativa al posto del nome, in questo caso la lettera “O”. La ripartizione delle navi tra gli Alleati fu abbastanza difficoltosa, in particolare tra Italia e Francia. Lo Strassburg (O) venne ribattezzato “Taranto” ed entrò in servizio il 2 giungo 1925. I cinque incrociatori furono rinominati dagli italiani con i nomi della città portuali che avevano avuto un ruolo fondamentale durante la Prima Guerra Mondiale: Taranto, Bari, Ancona, Venezia e Brindisi.

In tempi molto lontani gli Italiani pensarono di accompagnare il nome della nave con una frase per trasmettere un messaggio significativo a tutto l’equipaggio. Successivamente negli anni 30 diventò la regola: ogni nave da guerra doveva avere il suo motto.

Il motto dell’INCROCIATORE TARANTO, suggerito dalla Regina Madre Margherita di Savoia, era “OVUNQUE UN RAGGIO DELLA GLORIA D’ITALIA”.

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