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Repubblica – Taranto, spuntano 4 capodogli al largo delle isole Cheradi: “Questa è un’oasi blu. Serve l’area marina protetta”

Redazione IAMTaranto - 30 Agosto 2021

Quattro capodogli che affioravano tra le onde, all’interno del Golfo di Taranto. “Sono i primi che individuiamo nel nuovo anno”, raccontano soddisfatti dalla Jonian dolphin conservation (Jdc), associazione che si occupa dello studio e della tutela dei cetacei presenti nella grande area marina. E a bordo dell’imbarcazione, c’erano anche alcuni studenti: “Erano ragazzi di una scuola superiore di Francavilla Fontana, l’istituto Fermi, che avevano deciso di trascorrere tutta la giornata con noi per i Pon estivi”.

Queste le dichiarazioni dei ragazzi: “Si sono imbarcati per andare a vedere i delfini, ma non immaginavamo di incontrare i capodogli. Quest’anno non li avevamo mai visti, mentre lo scorso anno li avevamo individuati una dozzina di volte in 180 giornate in mare”.

I capodogli sono stati avvistati a circa 15 miglia a sud dalle isole Cheradi. I ricercatori hanno effettuato subito la foto-identificazione, che per i capodogli avviene dalla pinna caudale. “E ci siamo accorti che uno dei quattro capodogli lo avevamo già avvistato nel 2019 e si chiama Gea”, spiega Pollazon.

“Il capodoglio è il predatore vivente più grande del pianeta e averlo qui è fondamentale, seppur sia in transito: fa lunghe migrazioni e non è stanziale come le stenelle striate. Alcuni capodogli avvistati nel golfo di Taranto, per esempio, sono stati identificati poi in Grecia. Il fatto che, però, in alcuni periodi stiano nel nostro golfo è una caratteristica importante e ci consente di aumentare i dati per il riconoscimento dell’Oasi blu, l’area marina protetta al largo che vorremmo per tutelare questi animali”.

Fonte – bari.repubblica.it (Qui l’articolo completo)

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