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Consegnati Reperti archeologici questa mattina dalla Soprintendenza al Comune di Taranto

Redazione IAMTaranto - 6 Settembre 2021

Fonte Noinotizie.it – Data da ricordare per la città di Taranto: quest’oggi, lunedì 6 settembre, alle ore 10 presso il Palazzo di Città, sono stati consegnati ufficialmente al Comune di Taranto i reperti archeologici dal deposito dell’ex convento di Sant’Antonio in via Viola, nell’allestimento progettato e diretto dall’architetto Augusto Ressa.

L’iniziativa parte nel 2019, dalla proposta dell’architetto PIccarreta, allora Soprintendente della Soprintendenza ABAP di Brindisi, Lecce e Taranto, di collocare all’interno del Palazzo di Città di Taranto una testimonianza della Taranto antica fra le tante presenti nei depositi dell’ex convento di Sant’Antonio in via Viola. Cogliendo la disponibilità della Soprintendente, l’architetto Augusto Ressa, allora assessore all’Urbanistica del Comune di Taranto, propose di introdurre lungo lo scalone d’accesso al primo piano del Palazzo, alcuni frammenti architettonici della Taranto Greca e Romana, collocando i reperti alla base dei tre finestroni lì presenti. Sono stati così selezionati, con la consulenza scientifica della dottoressa Laura Masiello, archeologa e direttrice dei depositi di Via Viola, tre capitelli in marmo, di ordine ionico di epoca romana, e due capitelli in pietra tenera, di ordine corinzio tarantino, di epoca ellenistica. I reperti sono stati restaurati direttamente dalla Soprintendenza nel laboratorio di via Viola. Il progetto di allestimento e la direzione dei lavori sono stati assunti dall’architetto Augusto Ressa. Il coordinamento delle varie fasi esecutive sono state affidate al dott. Giuseppe Licciardello del Gabinetto Sindaco.

La consegna dei reperti al Comune di Taranto, già autorizzata dalla Soprintendente Maria Piccarreta, poi confermata dalla Soprintendente dott.ssa Barbara Davidde, nel frattempo nominata alla direzione della Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo, è stata concessa in via temporanea, per la durata di cinque anni, rinnovabili.

E’ la prima volta che i reperti custoditi nei depositi statali vengono concessi per l’esposizione in luoghi pubblici per così lungo tempo. Questa iniziativa apre una nuova stagione di valorizzazione del vastissimo patrimonio culturale presente nel nostro Paese escluso dalla fruizione pubblica, inaugurando a Taranto il primo nucleo museale di “Opere Ospiti”, destinate il più delle volte alla visione  ed allo studio di addetti ai lavori, o a sporadiche mostre temporanee.

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