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“Odi et amo”: la rivincita di Taranto, Regina dei Festival… noi ci crediamo e voi?

Redazione IAMTaranto - 22 Settembre 2021

Riceviamo e pubblichiamo il pensiero di un nostro lettore che vuole rimanere anonimo:

“È in atto una rivoluzione culturale in città e non ne siamo del tutto consapevoli. Quante volte ci siamo sentiti dire, ancora, che ‘Taranto non è una città per ragazzi, in cui non c’è nulla da fare?‘ La risposta è stata sotto i nostri occhi, fino a qualche giorno fa: un’estate ricca di festival, circa 27. Ogni tipo di cittadino ha avuto la sua porzione di cultura e divertimento. Partiamo dagli inizi: l’inaugurazione del Map Festival, dal 18 al 30 giugno per gli estimatori di musica classica e per gli amanti dell’architettura. Un coinvolgimento di emozioni, uniche, ripercorse anche durante l’appuntamento indimenticabile dei Carmina Burana, con l’Orchestra Magna Grecia supportata dall’Orchestra Regionale ArcoPu e il Coro delle Voci Bianche.

Immaginate la Concattedrale Grande Madre di Dio illuminata dai fuochi pirotecnici, con l’inconfondibile canto medievale “Oh Fortuna” di sottofondo. Quante volte abbiamo visto quest’immagine, negli ultimi anni? Pensateci. Ma non è finita qui. Parlavamo dei ragazzi, che per l’appunto sono stufi di sentirsi trascurati e sono alla ricerca di continui stimoli, purtroppo altrove. Ma in loro soccorso, ecco che sono subito arrivati il MediTa Festival con Mahmood e Achille Lauro, il Medimex degli Incontri d’Autore con Aiello, Malika Ayane, Willie Peyote, Speranza, Gaia e tanti altri. Antonio Aiello, il cantautore calabrese è rimasto molto colpito dalla città, dal suo calore, scrivendolo apertamente anche sui suoi social network. Perfino i rapper, sconosciuti ai più, sono stati accolti da bagni di folla tutti giovanili. I ragazzini amanti de Il Tre, ospite per l’Orfeo Summer Festival, non erano più nella pelle, diversamente dai loro genitori. E Giardini d’estate? Con i divertentissimi show di Izzo, Palaontoni e De Martino, meridionalissimo e d’attualità, una boccata di leggerezza dopo quello che abbiamo trascorso.

Sarà il Festival della Storia Tarantina a chiudere quest’estate all’insegna del divertimento, della cultura e perché no, anche della magia. «Taranto ti amo» è stata la dedica speciale di Achille Lauro, mentre ci salutava a bordo della sua auto. E ne siamo contenti. E’ un amore che non si può spiegare e che finalmente sta varcando i confini e sta coinvolgendo tutti. Più di qualcuno durante il lockdown ha ripetuto “ce la faremo”. Personalizziamo questo motto e lo dedichiamo alla nostra rivincita. Noi ci crediamo, ora più che mai… E voi?”

Un utente anonimo

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