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Conclusa la Fiera del Mare. Chi conosce la sua storia?

Redazione IAMTaranto - 20 Ottobre 2021

C’era una volta la Fiera del Mare, un evento che avrebbe potuto segnare il destino dell’economia tarantina. Purtroppo, così non fu. Procediamo con ordine: era il 1946 e le sorti di Taranto dipendevano dall’Arsenale della Marina Militare, un colosso dell’economia nazionale che, per via della Seconda guerra mondiale, entrò in crisi. In quel caldo 24 agosto, il (fu) Presidente della Repubblica Enrico De Nicola giunse nella città ionica per la prima edizione della Fiera. L’evento, che fu ampiamente sostenuto d’allora provvisorio Governo De Gasperi I, rientrava nel piano di rigenerazione urbanistica marittima della città, concepito per offrire un’opportunità di sviluppo economico alternativo alla realtà militare. Dopo la prima edizione della Fiera del Mare, ne seguirono altre tre fino al 1949. La quinta che avrebbe dovuto svolgersi nel 1950, rimase incompiuta perché venne rinviata fino al 1953 e di fatto non si svolse. Perché? Già dalla prima edizione del ’46, nonostante il successo, ci furono due correnti di pensiero politico opposte, che determinarono le sorti della kermesse. I primi fautori avrebbero voluto che Taranto vivesse di un’economia statale, mentre i secondi, più “liberisti”, avrebbero preferito investire sulle risorse che la città offrisse, come la mitilicoltura. Successivamente, le cose cambiarono (e sappiamo bene come) per l’avvento dell’Italsider. E cosa ne fu della Fiera del Mare, dopo quell’edizione traballante? Nel 1967 l’Ente Fiera decretò lo scioglimento ufficiale. Peraltro, fu anche avviata la costruzione della nuova sede “sul mare” nel quartiere di Montegranaro, dove oggi sorge la Cittadella delle Imprese. Lo scrittore Giuseppe Stea, nel suo libro “Taranto e la Fiera del Mare” analizza le cause politiche ed economiche che hanno decretato la fine dell’evento, in concomitanza dell’avvento del siderurgico, all’epoca di proprietà pubblica. E secondo la teoria dei corsi e ricorsi storici vichiani, oggi la situazione sembrerebbe non essere cambiata. La realtà permane: ieri l’Arsenale, oggi l’Ex- Ilva. Taranto ha bisogno di svincolarsi dal monopolio dell’acciaio e sta cercando in tutti i modi di riuscirci. Si guarda ad una prospettiva di rinascita, con la speranza di poter investire in altri settori quali il turismo e il mare. Il ritorno della Fiera del Mare ha portato con sé gioia e contentezza, molta soddisfazione, alla riscoperta di una città che ha tanto da offrire. Il destino di Taranto, da sempre travagliato e ostacolato, sembrerebbe stia cambiando. In meglio? Staremo a vedere. Intanto, godiamoci questa ventata di progresso.

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