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Unico esemplare del Mediterraneo: la Balena di Taranto conservata nel Museo Zoologico di Napoli

Redazione IAMTaranto - 20 Ottobre 2021

I Cetacei (dal greco kētos cioè balena o mostro marino) sono stati uccisi nei secoli scorsi perché considerati mostri marini. È il caso della povera balena che arrivò nel Golfo di Taranto, più precisamente il 9 febbraio 1887. Fu scambiata dapprima per una barca capovolta e poi, per alcuni pescatori, venne considerato un mostro marino da catturare a tutti i costi.

Non si sapeva che fosse una balena franca boreale (Eubalaena glacialis) che si era spinta nel Mar Mediterraneo per la prima volta. La notizia si diffuse rapidamente anche fuori città, molti raggiunsero Corso Vittorio Emanuele II per vederla e, tanti altri invece, si organizzarono con le barche per raggiungerla e fermarla in tutti i modi. Catturarla per quei tempi era anche un atto eroico, di grande coraggio.

Usarono di tutto fucili, pistole, fiocine. Un pescatore tarantino, Francesco Marinò, addirittura le mise in bocca una bomba, la sua stessa barca esplose e lui rimase ferito. Ebbero la meglio sulla povera balena che ormai esausta si arenò e morì a mezzanotte. Rimase esposta per tantissimi giorni in un capannone costruito apposta e tanti furono i visitatori che pagavano un biglietto di 20 centesimi per vederla. Anche il pittore Alessandro Hueber dipinse la balena di Taranto, così battezzata, vendendo tante copie di quell’esemplare spettacolare.

Dalla sua carcassa furono estratti tanti chili di olio di pesce, mentre lo scheletro e gli organi interni furono acquistati dall’Università di Napoli per conto del professore di Anatomia Comparata Paolo Panceri. Lo scheletro della balena di Taranto dal 1950 è conservato nel Museo Zoologico di Napoli.

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