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81 anni fa la “Pearl Harbor italiana”

Andrea Chioppa - 9 Novembre 2021

L’improvviso attacco aereo avvenuto a Taranto nella notte tra l’11 ed il 12 novembre 1940 resta ancor oggi uno degli episodi bellici più ricordati nella storiografia italiana e non solo. Gli inglesi lo denominarono “Operazione Judgement”, altro non fu che un bombardamento a sorpresa sulle unità della flotta italiana dislocate nei pressi del porto e dell’arsenale navale della città. L’episodio si risolse con una netta vittoria delle forze aeronavali britanniche che sferrarono un duro colpo materiale e morale alla Regia Marina e all’infallibilità del regime fascista che da pochi mesi aveva condotto l’Italia in guerra.

Nei giorni precedenti, il concatenarsi di una serie di sfortunate coincidenze impedirono, inoltre, di scongiurare l’attacco ed approntare le difese in tempo. Si riscontrarono gravi carenze per tutto ciò che riguardava la protezione contraerea e la protezione anti siluramento delle navi in porto, a questo si aggiunse la scarsa protezione notturna determinata dall’assenza di radar, per cui la rilevazione di eventuali aerei ostili in avvicinamento fu affidata a vecchi proiettori di scarsa portata, guidati da aerofoni risalenti alla Prima Guerra mondiale.

A seguito dell’invasione italiana di Albania e Grecia e per scongiurare lo schierarsi della Turchia tra le forze dell’Asse, la Royal Navy, nella persona del Comandante in Capo della Flotta inglese del Mediterraneo, Ammiraglio Andrew Cunningham, allestì un’operazione per attaccare le unità navali italiane, perfezionando un piano di attacco notturno con aerosiluranti studiato già nel 1935.

Le ricognizioni degli aerei britannici su Taranto si protrassero fino alla sera dell’11 novembre, quando la Royal Navy apprese che nelle due rade del porto si erano riunite sei navi da battaglia, sette incrociatori pesanti, due incrociatori leggeri e vari cacciatorpedinieri. Citando l’espressione che usò Cunningham per dare il via all’attacco: “Tutti i fagiani sono nel nido”.

Foto aerea della corazzata Cavour nel Mar Grande

Nel tardo pomeriggio dalla portaerei inglese HMS Illustrious posizionata a largo di Malta, ebbe inizio l’operazione di decollo di tre stormi di aerosiluranti “Fairey Swordfish” che giunsero sull’obiettivo poco prima delle 23:00. L’attacco durò all’incirca due ore ed ebbe un bilancio di 58 morti e 581 feriti tra militari e civili, 6 navi da battaglia gravemente danneggiate e una ventina tra incrociatori, torpediniere e altre imbarcazioni.

Contemporaneamente all’attacco su Taranto, la sera dell’11 novembre, alcuni incrociatori e cacciatorpedinieri inglesi si distaccarono dalla flotta principale per dirigersi verso il Canale d’Otranto dove intercettarono il traffico italiano verso l’Albania. Questo tragico ed improvviso attacco passò alla storia come la “Notte di Taranto” e permise ai giapponesi di pensare e progettare l’anno seguente un’offensiva simile alla base navale statunitense di Pearl Harbor nell’arcipelago delle Hawaii.

Foto aerea su Taranto durante l’attacco