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Gabriella Martinelli da Sanremo a ‘Tutto Daccapo’: “Se tutto va bene partirà un tour dalla primavera! Taranto merita di essere visitata e non associata solo a quello…”

Massimiliano Fina - 7 Gennaio 2022

Che mondo sarebbe senza musica? Ogni istante della nostra vita è accompagnato da una canzone e ogni qual volta che l’ascoltiamo ci fa tornare indietro nel tempo. La musica aiuta, ti fa compagnia, ci completa, ci ricorda qualcuno e, soprattutto, è utile durante la quotidianità. Vero Gabriella Martinelli?

Ci sono canzoni energiche, che ci fanno stare bene… e alle volte male. Abbiamo intervistato Gabriella Martinelli, giovane artista tarantina in continua evoluzione. Girovaga per l’Europa, dopo tanti anni di gavetta ha partecipato con Lula al 70° Festival della Canzone Italiana con la canzone “Il gigante d’acciaio” nella categoria Nuove Proposte nel 2019. Nel 2021 ha pubblicato il singolo “Dove vivi tu”, seguito dall’album “Tutto Daccapo”

Di seguito l’intervista completa di Gabriella Martinelli ai microfoni di IAMTaranto.it:

La passione per la musica:

“Ho iniziato da piccolina, la mia mamma ha sempre ascoltato tantissima musica portandomi a diversi concerti. Ho cominciato con un classico corso di chitarra alle scuole medie e me ne sono innamorata. Devo alla mia mamma la prima chitarra, comprata in uno dei negozi storici di Taranto. La migliore, nonostante non se lo potesse permettere… Mi disse, ‘Tu devi sognare fortissimo e non devi permettere a nessuno di dirti che non ce la puoi fare’.

E la chitarra è stata la mia salvezza, un’occasione per dire tutto quello che non riuscivo a dire con le parole. Ho frequentato il Paisiello e subito dopo sono partita inseguendo un sogno. Ho trascorso anni da busker per il mondo e sono stati anni bellissimi, ho raccolto tante storie che ho riportato nelle canzoni. Ho vissuto degli anni a Roma, ho scritto due album da indipendente, poi Sanremo e ora il terzo disco ‘Tutto Daccapo’”.

Sanremo, il Gigante d’Acciaio: l’ispirazione di quella canzone e le emozioni derivate da quell’esperienza…

“Non è una canzone politica, è più sociale. Volevo raccontare una realtà che è quella di Taranto ma non solo. La grande difficoltà di dover scegliere tra salute e lavoro. Chi vive a Taranto conosce benissimo quella situazione, invece chi vive fuori ignora questo argomento.

Il Gigante d’Acciaio è la storia di chi vive di sacrifici, di chi si trova costretto a vivere o lavorare, se scappare o morire. Ho scritto questo pezzo di ritorno da Taranto verso Roma sull’autobus, quel pullman che parte da vicino la stazione, dopo una lunga chiacchierata con uno dei miei cugini che ha lavorato per tanti anni all’Ilva. Un argomento che conosco da vicino, considerando che tantissimi parenti ci hanno lavorato e lavorano tutt’ora.

L’alternativa per molti giovani è quella di lasciare una terra che amiamo moltissimo, perché le opportunità sono poche. Quello che volevo che venisse fuori è la dicotomia tra questo cane che si morde la coda e la bellezza di una città come la nostra. Taranto merita di essere visitata e non associata solo a quello. Nella canzone sono presenti il mare, le tradizioni, la citazione in dialetto.

Portarla a Sanremo è stata un’opportunità enorme, io ci sono arrivata da sola senza una casa discografica. Sapevo che non sarebbe stato facile, ho abbracciato tutti i rischi e l’ho fatto con una felicità pazzesca. Su quel palco non c’ero solo io, ma la gente del mio posto. La mia storia, le mie radici. Dopo, con il lockdwon, ho cercato di sfruttare il tempo a disposizione tra scrittura e pittura, un’altra mia passione. Ed è nato il mio nuovo disco nell’ottica di non assomigliarmi. Perché non mi piace fare le cose allo stesso modo.

I giovani, un messaggio per loro:

La mia terra manca tantissimo. Tutte le volte che posso scendo e per me ci sono tante cose che hanno un valore enorme. Noi siamo le nostre radici! Io purtroppo sono andata via perché non avrei potuto vivere di musica a 360 gradi rimanendo lì. Il consiglio che posso dare è quello di cercare di costruire quello che si può nella propria terra, quando non è possibile è importante andare a raccogliere degli input da fuori senza dimenticare il posto da cui si viene, con il sogno di tornare.

‘Tutto Daccapo’:

Questo disco ha una serie di contenuti. Uno di questi è l’amore raccontato in modo non convenzionale. Ha un’accezione positiva, non bisogna avere paura di voltare pagina e ricominciare. E questo messaggio lo lancio alla mia città. Alla fine una possibilità c’è sempre. Taranto sa rimanere a galla e non è sempre facile, un grande segreto è fare squadra, parliamo… senza paura di farlo!

Obiettivi futuri

Portare in giro questo disco. Se tutto va bene partirà un tour dalla primavera e chiaramente sarò a Taranto. Nel frattempo coltivo altre forme d’arte, come la pittura. Sto collaborando con un’artista fiorentina, credo nella forza delle varie forme d’arte che possono andare a braccetto (in questo caso moda, musica e pittura).