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Ritornano a splendere le Sirene di Taranto

Cosimo Lenti - 7 Gennaio 2022

Le opere di Trani danno risalto ad un richiamo alla tradizione medievale

Dopo un restauro conservativo necessario dopo vent’anni di esposizione agli agenti atmosferici, le sirene di Taranto, posizionate sulla scogliera artificiale del porticciolo “Molo Sant’Eligio”, tornano a splendere. Del peso di circa 2500 chilogrammi ciascuna, le opere portano la firma di Francesco Trani, uno scultore tarantino. Ethra, Satyria e Skuma sono alcuni dei nomi di queste sirene rappresentate in diverse posizioni: una ha lo sguardo fisso verso l’orizzonte, una seconda è colta nell’atto di strizzare i suoi capelli pieni d’acqua, un’altra invece a capo chino rappresenta tristezza e solitudine, l’ultima si presenta distesa su uno scoglio.
Le sculture di Francesco Trani sono donne dalla bellezza comune e discreta che richiamano la più antica tradizione medievale. A partire da questa epoca le “sirene” venivano raffigurate come delle belle fanciulle. Questo richiamo è una costante delle opere dell’artista tarantino: lungo Discesa Vasto infatti vi è un’altra ‘Ninfa Tarantina’, ricavata sfruttando il moncone di un pino abbattuto. Un’altra ‘Amazzone’ viene apprezzata dai tarantini all’interno della gelateria di via Alto Adige, che lo stesso Trani gestisce.

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