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Orgoglio Taranto: l’arte bianca insegnata ai poveri in Burkina Faso – Corriere di Taranto

Redazione IAMTaranto - 20 Febbraio 2022

L’esperienza fra i poveri dell’Africa è rimasta nel cuore a Giovanni Curcio, 71 anni, capostipite della omonima dinastia di panificatori, nata nel 1907 in vico Carmine e successivamente sviluppatasi dapprima al Borgo e poi in altri quartieri; attualmente il suo esercizio è ubicato in via Galilei, al Solito Corvisea. Dopo aver insegnato il mestiere a generazioni di panettieri, assieme al collega Walter Di Lena (titolare dell’omonimo panificio in corso Italia) il panificatore ha voluto far apprendere i segreti dell’arte bianca nel Burkina Faso, nell’Africa Occidentale. “Ho illustrato a tanti giovani – racconta – come fare un buon pane e ogni altro tipo di prelibatezza. Con mia grande soddisfazione constatavo come i miei allievi fossero particolarmente ricettivi nell’apprendimento, riuscendo con ottimi risultati nella pratica. La maggior parte di loro partiva subito per altre località a lavorare alle dipendenze oppure avviando un’attività autonoma. Alcuni di questi giovani invece hanno preferito operare in un panificio sociale realizzato dai volontari di Shalom, il cui forno era stato acquistato e montato dalla Coop”. Curcio sottolinea che non realizzavano solo pane ma anche focacce e biscotti da latte, che “andavano praticamente a ruba. Oltre che a pagare stipendi e materie prime, come la farina importata dalla Francia, il ricavato dalle vendite era destinato al supporto di tutte le attività di Shalom a sostegno di quelle popolazioni”. In Burkina Faso i volontari di Shalom, con il coordinamento della responsabile pugliese Lucia Parente De Cataldis, hanno operato sul posto fino a quando lo ha consentito la situazione di tranquillità; attualmente, infatti, la nazione è dilaniata da lotte di potere e dalle scorribande terroristiche dei gruppi jihadisti. Continua però l’attività di sostegno a distanza da parte del movimento con la raccolta fondi per lo scavo di pozzi d’acqua e lo sviluppo dell’ambulatorio nell’istituto religioso, divenuto un vero polo sanitario polivalente, con il centro nascite quale fiore all’occhiello. “Ho avuto tante soddisfazioni nella vita – conclude Curci – e un certo punto ho ritenuto opportuno sdebitarmi con la buona sorte impegnandomi in favore dei più poveri, mettendo a disposizione la mia professionalità di vecchio panettiere”.