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Taranto, Giovedi Santo ore 15:00 inizia il Pellegrinaggio dei perdoni dalla Chiesa del Carmine

Redazione IAMTaranto - 13 Aprile 2022

E’ questa l’ora che tutti i tarantini attendono per un anno, l’inizio dei Riti della Settimana Santa Tarantina. Dal portone principale della Chiesa del Carmine, in piazza Giovanni XXIII, e dal portoncino della sacrestia ubicato in via C. Giovinazzi escono le “prime poste”: quella di città e quella di campagna e poi a seguire tutte le altre.

Non tutti sanno che per città si intende le poste del pellegrinaggio che si recheranno a far visita agli Altari della Reposizione (detti sepolcri), realizzati nelle chiese della Città Vecchia, mentre quelle di campagna visiteranno le chiese del Borgo Umbertino che, anticamente, era la “zona di campagna” della città di Taranto.

I perdoni scalzi sono in abito di rito con il cappello in testa, il rosario in una mano ed il bordone nell’altra. Questo pellegrinaggio termina intorno a mezzanotte quando l’ultima posta chiamata “Serrachiese” riporterà tutte le poste al Carmine.

Il pellegrinaggio riprende il mattino del venerdì santo intorno alle 06:00 per terminare verso le 11:00 quando i confratelli incontreranno la Processione dell’Addolorata. Le coppie dei perdoni si inginocchiano davanti alla Croce dei Misteri ed al simulacro della Vergine, incrociando a terra i bordoni.

L’altro rito a cui si può assistere in questa giornata è il saluto che i tarantini chiamano “’u salamelicche”,  che avviene quando le coppie dei confratelli si incontrano o si danno il cambio davanti agli Altari della Reposizione: i perdoni si tolgono il cappello facendolo scivolare sulle spalle e facendo tintinnare i rosari.

Per i confratelli questo giorno segna la fine del periodo dell’attesa, quell’attesa che è stata descritta in modo mirabile in questa poesia.

Pellegrinaggio Chiesa del Carmine – Poesia: L’attesa di Nicola Causi (Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno)

“He mise le piede ‘nderre?

Apposte……

vide u scapolare ste dritte….

Sine ve buene

stringe….ve buene accussì?

Sine….a cinghie l’hagghie mise

addà ste u rosarie

a mozzetta

aspì le spinghele….

U cappidde rete a spalle

‘u sinde?

Sine accussì….apposte

te batte ‘u core?

Nu picche e a te?

m’avene da chiangere….

U gradine…. Ha sciute….

Le luce…. Stamme fore….

E ce me sente male?

Jie diche na preghiere

u Signore n’aiute….

Sciame fraté

a nujie attocche.”

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