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Paisiello, un nome che a Taranto torna di moda

Emiliano Fraccica - 30 Maggio 2022

Compositore italiano tra i più importanti a cavallo tra XVIII e XIX secolo, autorevole esponente dell’opera buffa europea. E, in più, tarantino doc.

Giovanni Paisiello nacque a Taranto nel 1740, ma perché la città lo conosca bene non sono bastati 282 anni. Eppure negli ultimi anni qualcosa si è mosso, per cui adesso il numero di persone che non rimangono interdette sentendo il nome del nostro illustre concittadino è fortemente calato.

Questo perché si sono messe in atto opere e iniziative atte a perpetuare la memoria di Paisiello e a farlo conoscere anche alle nuove generazioni. A cominciare dalla creazione nel 1927 di una scuola musicale privata, composta solo da due classi (violino e pianoforte) alle quali poi si aggiungeranno quelle di canto, violoncello, viola, contrabbasso, armonia e contrappunto, strumentazione per banda, legni, ottoni e materie complementari. Quel piccolo istituto diventerà il Liceo Musicale “Giovanni Paisiello”, il quale, tra mille peripezie, sopravvive ancora oggi, formando i giovani appassionati di musica, e porta avanti il nome del grande compositore nato in riva allo Ionio.

E se su via Duomo possiamo ascoltare talvolta le note degli strumenti musicali che cercando la quadra, la Città Vecchia invece non risuona del nome di Paisiello, almeno non quanto dovrebbe.

L’abitazione del compositore tarantino, rimasta per decenni nel degrado e alla mercé di writer irrispettosi, è in fase di restauro e ospiterà il museo dedicato a Paisiello. Una riqualifica importante che può cambiare le sorti di un angolo di città pieno di bellezze, e che può indubbiamente contribuire a far conoscere ancora di più la storia di questo grande artista alla cittadinanza. Ma ci volevano davvero tanti anni di oblio per capire che bisognava valorizzare un simile edificio, anziché abbandonarlo a sé stesso? Domanda retorica ovviamente.

Il Giovanni Paisiello Festival poi, nato nel 2003, punta a diventare un appuntamento importante nel panorama culturale tarantino, oltre che a valorizzare il nome del compositore di casa nostra.

Insomma, Paisiello sta lentamente tornando di moda, e di questo non possiamo che essere felici.

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