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Palazzo Pantaleo: uno dei più significativi edifici della Taranto settecentesca

Redazione IAMTaranto - 10 Luglio 2022

L’Isola Madre di Taranto è un tesoro a cielo aperto ricco di opere d’arte, architettoniche e non, che non smettono mai di stupire. Tra queste c’è sicuramente Palazzo Pantaleo, uno dei più affascinanti esempi di architettura settecentesca della Città dei due mari ed uno dei pochissimi dell’epoca rimasti intatti a Taranto vecchia.

Palazzo Pantaleo: location e costruzione

Il palazzo fu costruito nel 1770 dal barone Francesco Maria Pantaleo, che realizzò una spaziosa e sontuosa residenza nobiliare dopo aver demolito alcune strutture preesistenti acquistate dal Capitolo e Clero di Taranto.

Il luogo della realizzazione dell’edificio non è casuale: situato su uno scoglio naturale ed affacciato sulla Rada di Mar Grande di fronte al porto, il palazzo era il punto d’osservazione del barone, che da lì controllava l’imbarco delle sue merci e le navi in partenza.

Francesco Maria Pantaleo affidò l’edificazione del palazzo ad uno dei più richiesti costruttori dell’epoca, Francesco Saverio Miraglia, al quale affiancò il pittore francavillese Domenico Antonio Carella per le decorazioni dei soffitti e delle stanze, secondo l’uso che si andava affermando nelle province meridionali sul modello di Napoli.

Palazzo Pantaleo: come è suddiviso

L’edificio presenta un assetto unitario ed è privo di un cortile interno; l’armoniosa facciata, ornata con balconi dalle ringhiere in ferro battuto, guarda verso il mare e introduce alla scalinata principale, decorata da stucchi d’ispirazione napoletana.

Al piano terra sono ancora visibili un androne voltato ricco di profilature che ornano la torre merlata ed il leone dello stemma di famiglia, le stalle perfettamente conservate, la rimessa per le carrozze, nonché un ampio locale di servizio con ingresso indipendente.

Al mezzo piano ci sono invece gli appartamenti che erano occupati dalla servitù e l’ampia cucina con le maioliche originali bianche e azzurre.

La scala monumentale a doppia rampa conduce al primo piano nobile, dove si possono ammirare gli ambienti di rappresentanza con i soffitti dipinti dal Carella nel 1773, che ritraggono scene tratte dall’Iliade e dall’Eneide.

In passato sede del Museo Archeologico e di quello etnografico

Palazzo Pantaleo ha ospitato dal 2000 al 2007 parte delle collezioni già conservate nel Museo archeologico nazionale, in attesa della riapertura della sede storica.

Dal 2003 l’edificio ospita al secondo piano il Museo etnografico “Alfredo Majorano”, dove sono esposte diverse testimonianze, materiali ed immateriali, della cultura e delle tradizioni popolari di Terra Jonica, raccolte dallo studioso Alfredo Majorano e dalla moglie Elena Spinelli.

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