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“Cuore di donna 2022”: premiata una volontaria del C.A.S.A.

Redazione IAMTaranto - 12 Settembre 2022

Nella chiesa di San Domenico Maggiore, in Città vecchia, sono entrati nel vivo i festeggiamenti in onore della Beata Vergine Addolorata. Quest’oggi alle ore 20, in piazzetta San Pietro Imperiale è stato consegnato l’ambito riconoscimento “Cuore di donna”, che dal 1995 viene assegnato dalla confraternita alle donne che si sono distinte in atti di solidarietà.

Abbiamo intervistato in Esclusiva, Maria De Giorgio, che ha rilasciato ad IAMTaranto.it le suguenti dichiarazioni:

Cosa rappresenta il riconoscimento “Cuore di Donna”?

Penso di non meritarlo perché sono una semplice volontaria, sicuramente mi lusinga ricevere questo riconoscimento sincero, è una grande dimostrazione di stima e affetto.

Che cosa significa essere una volontaria?

È il mio modo per rendermi utile ed impiegare una parte del mio tempo libero donandolo agli altri, ma soprattutto un modo per crescere a livello personale, mettendomi in gioco, una scelta di cui non mi sono mai pentita. La soddisfazione più grande è regalare un sorriso.

Com’è entrata nell’opera di carità della Confraternita nel suo percorso?

Sono impegnata nel volontariato da tantissimi anni in vari ambiti, in particolare con l’Associazione Amici di Manaus. Premetto che mio figlio e mio marito sono confratelli di questa Confraternita e quando mio marito ha cominciato il suo percorso di volontariato nel C.A.S.A. ho chiesto di affiancarlo. Mi è stata concessa la possibilità di abbracciare quest’opera e dal 2016 presto il mio servizio in questa bella realtà del borgo antico, anche perché sono molto devota alla Vergine Addolorata.

Di cosa si occupa esattamente il C.A.S.A.?

Il C.A.S.A. è un’opera di carità che si occupa prevalentemente del sostegno alimentare, grazie ai beni di prima necessità che sono distribuiti dal Banco Alimentare e alle donazioni dei confratelli. Aiutiamo i confratelli meno fortunati e prevalentemente gli abitanti della città vecchia, quasi 200 famiglie per un totale di circa 600 persone.

Com’è cambiato il suo impegno quando è iniziata l’emergenza Covid-19? Ha avuto paura o ha pensato di abbandonare considerando la situazione?

Nel momento in cui è iniziato il lockdown sicuramente il tempo che abbiamo dovuto dedicare ai nostri utenti è stato quasi quotidiano con distribuzione anche di pasti pronti, pane e focacce. Abbiamo lavorato rispettando tutte le misure di sicurezza. Certo la paura non è mancata e anche se la situazione spesso non è stata facile non ho mai pensato di abbandonare, il volontariato non è un obbligo, è una scelta di vita.

Cosa la spinge a dedicare il suo tempo agli altri?

Ho imparato da mio padre, è meglio fare del bene diceva e ricorda di amare gli altri come te stessa, gli amici non bastano mai.

E qual è il segreto per essere un buon volontario?

L’insegnamento l’ho avuto proprio dalla Mamma Addolorata, come la chiamo io, l’ascolto, bisogna saper ascoltare i fratelli proprio come Lei ha ascoltato la Parola del Padre.

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