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Ritornano le Giornate FAI di Primavera: ecco cosa vedere a Taranto e provincia

Redazione IAMTaranto - 20 Marzo 2023

Sabato 25 e domenica 26 marzo tornano le Giornate FAI di Primavera: ecco cosa vedere a Taranto e Provincia.

MANDURIA

In caso di particolare affluenza l’ingresso al luogo potrebbe non essere garantito.

Superato il cancello in ferro, a destra della chiesa Matrice, nel centro storico di Manduria-attraverso un percorso che si snoda tra Vico e Largo del Campanile e via degli Imperiali-torneremo indietro nel tempo attraverso elementi costruttivi, simbolici, che spesso passano inosservati, uniti a tradizioni orali che raccontano le usanze stratificate nei secoli nella cittadina, crogiolo di genti di diverse provenienze. L’attuale centro storico corrisponde all’antica cittadella chiamata “Casalnuovo”

Manduria nasce come città Messapica e sono ancora visibili i resti delle antiche cinte murarie messapiche; distrutta da Romani, Saraceni e Longobardi, fu ricostruita come “Casale Novo” alla fine del sec. XI. con la protezione degli Altavilla. Nuove mura cinsero la cittadina, costituita da un reticolo di stradine, vicoletti e piazzette; la denominazione delle strade era data dal nome delle famiglie che vi abitavano. Il paese era raccolto attorno alla Chiesa Matrice con l’alta Torre Campanaria.

La cittadella raggiunse il massimo sviluppo architettonico e decorativo tra il XV e il XVIII secolo. Largo Campanile è impreziosito dalla Torre Campanaria, suddivisa in cinque ordini da cornici marcapiano ed alleggerita da monofore e ornata da mascheroni, colonnine e dai simboli dei quattro evangelisti. Via degli Imperiali è qualificata dalla chiesa dedicata alla Madonna della Purificazione, realizzata nel XVIII sec. L’edificio, pur situato in un piccolo slargo, presenta una monumentale facciata rinserrata da due paraste sfalsate con capitelli corinzi e termina con un coronamento mistilineo.

COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?

Partendo da Vico Campanile e percorrendo solo pochi metri si raggiungerà il largo omonimo dove, oltre ad ammirare l’alta torre, si vedranno i resti di un’antica abitazione cinquecentesca. Costeggiando lateralmente la chiesa Matrice, si osserveranno alcuni elementi simbolici legati ad antiche tradizioni orali e si visiteranno le casette, normalmente non visitabili, che utilizzavano i preti della suddetta chiesa, situate nel vico I G.A. Carrozzo. Si visiterà poi la Chiesa dedicata alla Madonna della Purificazione o chiesa di San Cosimo come viene normalmente chiamata dai manduriani, sita in via degli Imperiali, fu costruita nel luogo dell’antica cappella di Sant’Antonio Abate ( di cui resta solo un affresco del Santo in una nicchia) demolita nel 1699 per costruire una chiesa più grande come sede della Confraternita della Purificazione di Maria la quale finanziò i lavori e ancora oggi vi risiede.

Testo scritto da Delegazione FAI Taranto

VISITE A CURA DI

Apprendisti Ciceroni Liceo “De Sanctis – Galilei”; Liceo Artistico “V. Calò”.

COMPLESSO DI SAN MICHELE IN TRIGLIE – CRISPIANO, TARANTO

In caso di particolare affluenza l’ingresso al luogo potrebbe non essere garantito.

La Via dell’Angelo è un itinerario che unisce il centro abitato di Crispiano con la località chiamata Triglie, un crocevia al confine tra i territori di Crispiano e Statte. Sui fianchi della gravina omonima sorge un villaggio rupestre, articolato in numerosissime grotte scavate su entrambi i fianchi della gravina e accoglie al suo interno la chiesa di San Michele. Numerose, inoltre, sono le aree di necropoli di età longobarda rinvenute all’interno del villaggio.

Il culto di San Michele Arcangelo a Crispiano e Statte ha origini remote, che con molta probabilità risalgono al Medioevo, quando le popolazioni tarantine, perseguitate dalle invasioni dei barbari e dei Saraceni, si spinsero nell’entroterra per trovare rifugio nelle grotte che si aprivano nei costoni delle gravine e dei canali. La Cappella più piccola è stata eretta tra il 1722 ed il 1746 ad opera del 3° barone di Statte Francesco Blasi junior, mentre, la cappella più grande è stata costruita alla fine dell’‘800 dalla famiglia Ceneviva, attuali proprietari, dove un tempo sorgeva una grande stalla.

La chiesa di San Michele a Triglie, fu eretta probabilmente su un edificio sacro di età medievale, in uno dei punti nevralgici della struttura viaria ed insediativa del Tarantino. Accanto ad essa passava infatti un’importante via per l’attraversamento della Murgia e tutt’intorno si estendeva un vasto insediamento rupestre, nel quale era localizzato almeno un altro luogo di culto, dedicato a San Giuliano.

COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?

Una passeggiata di circa un chilometro nella Valle di San Michele costituirà l’occasione per approfondire la storia di questo luogo, attraverso la visita della chiesa, delle case grotta e della via cava, antica arteria di collegamento fra Crispiano e Statte. Partendo dal piazzale antistante la chiesa, si esplorerà la grotta sottostante, si osserverà una delle sorgenti dell’acquedotto romano con la sua valenza ingegneristica e saranno visitati luoghi normalmente non accessibili.

Testo scritto da Marcello Carrozzo, Guida Ambientale Escursionistica.

VISITE A CURA DI

IPSEOA Elsa Morante

COMPLESSO DEL CARMINE – GROTTAGLIE, TARANTO

In caso di particolare affluenza l’ingresso al luogo potrebbe non essere garantito.

Nella parte settentrionale del centro storico della cittadina di Grottaglie, lungo la via G. Pignatelli, compreso tra la via Ennio (l’antica via Appia) e la porta d’Oriente, è ubicato il monumentale complesso architettonico della Chiesa Maria Santissima del Monte Carmelo. La complessa e articolata struttura religiosa ha sempre rappresentato per i grottagliesi una significativa testimonianza storica, religiosa ed artistica.

Per la comunità religiosa di Grottaglie il XVI sec. è stato un periodo importante, in quanto vide la fondazione di conventi e monasteri. Tra i primi ad insediarsi nel territorio furono i Carmelitani, nel 1505, seguiti dai Padri Minimi (1536) e dai Cappuccini (1546). Dopo la fondazione del convento dei Carmelitani, nella cittadina di Grottaglie si contava una numerosa presenza di ecclesiastici (134 religiosi), questo perché il territorio era una baronia arcivescovile.

La facciata della chiesa, che richiama lo stile barocco, risale ai primi anni del ‘700 ed è suddivisa in tre ordini architettonici. L’interno della chiesa è a tre navate con cappelle laterali con altari. Dalla navata sinistra si può accedere alla Cripta o, viste le dimensioni, chiesa rupestre, di cui si era persa traccia e ritrovata casualmente durante i lavori di restauro del 1998. Il chiostro del convento risale al XVI sec ed è decorato con affreschi raffiguranti la vita di Sant’Elia.

COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?

Durante le Giornate FAI di Primavera potremo visitare l’intero complesso del Carmine risalente al ‘500 che comprende: la chiesa, una cripta con affreschi dedicata alla Madonna della Grotta (rinvenuta nel 1998), un convento, un chiostro con affreschi e la confraternita dei Carmelitani con annesso giardino. Il Convento carmelitano di Grottaglie è stato tra i pochi ad aver formato e dato alla collettività religiosa figure importanti per la chiesa, come: due vescovi, un teologo che partecipò al Concilio di Trento e un Generale dell’Ordine Carmelitano. In seguito alle soppressioni religiose dell’800, prima con quella napoleonica e poi con quella piemontese dell’Unità d’Italia, i Padri Carmelitani andarono via da Grottaglie senza più fare ritorno, determinando una perdita non solo spirituale ma anche culturale per la cittadina. Il culto Mariano Carmelitano è tuttavia rimasto fino ad oggi grazie alla Confraternita che porta avanti quella spiritualità tipica dell’ordine dei Carmelitani.

Testo scritto da Chiara Loscialpo, ex docente Liceo Artistico “V. Calò”

VISITE A CURA DI

Liceo Artistico V. Calò; IIS Don Milani – Pertini

CHIESA RUPESTRE DI SAN LORENZO VECCHIO – LATERZA, TARANTO

In caso di particolare affluenza l’ingresso al luogo potrebbe non essere garantito.

La chiesa rupestre San Lorenzo Vecchio si trova sul fianco sinistro del Santuario Mater Domini e la sua posizione implicava anche l’esistenza della contrada di san Lorenzo extra muros. Tale contrada si sviluppa lungo il fianco della lama trasformata in Via Concerie, ricca di orti e cripte . Sulla chiesa rupestre si trovava anche la cosiddetta contrada delle grotte cavate comunemente chiamate Grotte di San Pietro.

Da oltre cinquant’anni si indica con il nome di San Lorenzo de lo vecchio la chiesa rupestre sita in via Panettieri. Numerosi studi e documenti hanno portato alla conclusione che tale denominazione è errata, trattandosi della chiesa rupestre di San Primo. Oggi si accede a questa chiesa attraverso un cortile sulla cui porta è riportato il numero 118 che corrisponde alla prosecuzione della numerazione di via Concerie. La situazione attuale della chiesa non corrisponde all’originale, poiché alcune parti dell’antica chiesa sono rimaste fuori dal fabbricato, tanto che alcune tracce di affreschi si trovano all’esterno. Quando la chiesa fu trasformata in cantina furono ritrovate tracce di sepolture

L’accesso alla chiesa è dato da un fabbricato rurale caratterizzato da un arco a sesto acuto che poggia su due semipilastri. Della chiesa si conserva un’aula a pianta rettangolare arricchita da quattro nicchioni arcuati dove è possibile vedere le tracce dell’altare. Sono visibili affreschi che rappresentano due giovani santi, un santo vescovo nell’atto di benedire ai cui piedi c’era probabilmente un altare, San Lorenzo con una graticola nella mano destra e un libro nella sinistra l’affresco più noto e meglio conservato e che ha dato erroneamente il nome alla chiesa rupestre.

COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?

L’apertura delle Giornate FAI prevede la visita guidata della chiesa rupestre San Lorenzo Vecchio alla scoperta di ambienti normalmente non fruibili. Al termine della visita, in esclusiva per le Giornate FAI di Primavera, sarà possibile fare una passeggiata fino a raggiungere i giardini pensili lungo Via Concerie organizzati nell’alveo della gravina e che rappresentano una caratteristica della contrada al termine della quale si trova la chiesa rupestre. I giardini pensili sono la testimonianza della capacità e dell’intelligenza dell’uomo di adattare l’ambiente alle proprie necessità ed esigenze. L’alveo della gravina, esattamente come gli alvei dei Sassi di Matera, è all’origine un sistema di raccolta di acqua a scopo irriguo: le cisterne presenti testimoniano l’organizzazione a giardini agricoli dei terrazzi intagliati nella pietra, dando così vita agli splendidi giardini pensili che decorano il viale che porta al santuario Mater Domini.

Testo scritto da Delegazione FAI Taranto

VISITE A CURA DI

Istituto Comprensivo Marconi – Michelangelo; Istituto Comprensivo Diaz – Dante; Liceo G.B. Vico.

EX OSPEDALE TESTA – TARANTO

In caso di particolare affluenza l’ingresso al luogo potrebbe non essere garantito.

L’ex Ospedale Giuseppe Testa, un tempo sanatorio antitubercolare, è ubicato nella zona occidentale di Taranto, in contrada Rondinella, così denominata per le caratteristiche della sua punta estrema che, protendendosi nel Mar Grande, a forma di coda di rondine, delimita da ponente la rada di Taranto. Il luogo, un tempo ameno e salubre, attualmente è circondato da strutture portuali ed industriali che ne hanno sostanzialmente modificato l’aspetto.

Il sanatorio fu costruito dalla Cassa Nazionale per le Assicurazioni sociali (il futuro Istituto Nazionale Fascista della Previdenza Sociale), in ottemperanza alle leggi emanate nel 1927 per la lotta alla tubercolosi che in quegli anni rappresentava un problema socio-sanitario molto grave, per combattere il quale, il ricovero sanatoriale era ancora l’unica cura. A Taranto la Cassa Nazionale si occupò di realizzare la struttura in contrada Rondinella, allora località salubre, su di un suolo che fu espropriato ai legittimi proprietari nel 1930 e che fu inaugurato il 10 novembre 1935.

Il fabbricato, costituito da tre piani, da una sopraelevazione e da spaziose verande per una ricettività di 220 malati, presenta le caratteristiche comuni agli altri edifici della stessa tipologia, costruiti nello stesso periodo e dislocati su tutto il territorio nazionale: andamento rettilineo e sviluppo planimetrico a “T” con due ali laterali corrispondenti ai reparti di degenza maschile e femminile; testate aggettanti per proteggere il fronte dal vento e camere con affaccio su un’unica loggia continua esposta sul lato sud. La costruzione dell’Ospedale, considerata «grandiosa opera del regime», fu diretta dall’ing. Accolti per un costo di due milioni di lire.

COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?

L’ex Ospedale Testa, di recente sottoposto a lavori di restauro, attualmente è sede dell’ARPA Puglia (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) e del servizio di Veterinaria della ASL di Taranto. Il percorso di visita per le giornate FAI inizierà dalla chiesetta, sita all’esterno della struttura, costruita dagli inglesi di stanza a Taranto all’incirca nel 1943. Di seguito i visitatori, percorrendo il giardino caratterizzato dalla presenza di olivi secolari, saranno guidati all’interno dell’edificio di cui si descriveranno gli aspetti ancora evidenti della sua primaria destinazione ad ospedale antitubercolare. In particolare dalle ampie terrazze, addette un tempo alle cure elioterapiche, i visitatori potranno godere della vista sulla rada di Mar Grande. Il percorso continuerà nei laboratori chimici e microbiologici, normalmente non accessibili, dove il personale tecnico descriverà le attività attualmente svolte per il controllo dell’inquinamento e la tutela dell’ambiente.

Testo scritto da Delegazione FAI Taranto

VISITE A CURA DI

Istituto Comprensivo Carrieri – Colombo; Liceo Artistico V. Calò; Liceo Ferraris; IPSEOA Mediterraneo; Liceo Scientifico Battaglini.

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