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Taranto, oltre il tempo e le “macerie”: la fede non invecchia MAI, il sogno di Nonno Carmine nel nuovo Iacovone
Redazione IAMTaranto - 28 Settembre 2026
C’è un filo rossoblù che unisce le generazioni, sconfigge il tempo e rende eterna la passione per una maglia.
Chi ama il calcio conosce bene la storia di nonno Carmine. Anni fa, le sue parole accorate e la sua sofferenza per le sorti della squadra della sua città fecero il giro del web, commuovendo l’Italia intera. Oggi, quelle lacrime di nostalgia lasciano finalmente il posto a un sorriso pieno di luce e speranza. Da ben 75 anni, il super tifosi rossoblù non ha mai smesso di seguire, soffrire e gioire per il suo Taranto.
Ha attraversato decenni di storia, polvere e gloria, custodendo un amore puro che non si è mai scalfito. Vederlo nel nuovo, splendido stadio Erasmo Iacovone, con gli occhi lucidi di meraviglia di fronte a un impianto moderno e colmo d’entusiasmo, è un’immagine che riscalda il cuore e riconcilia con la parte più autentica di questo sport.
A rendere la serata ancora più toccante è stato lo speciale e caloroso abbraccio con Paola Raisi Iacovone, un incontro carico di significato e memoria nel nome dell’indimenticato bomber e simbolo tarantino. Sguardo rivolto a quel prato verde e il cuore proiettato verso il futuro, nonno Carmine ha affidato al cielo il suo desiderio più grande, la speranza di chi ha visto tutto e vuole sognare ancora un’ultima, grande magia: “Spero di vedere la Serie B in questo stadio”, ha dichiarato ai microfoni di Studio100.
Perché la categoria passa, le difficoltà volano via, ma la fede di un popolo – custodita nel cuore dei più grandi e trasmessa ai più giovani – resterà per sempre immortale.
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