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Paola Raisi e le forti emozioni allo Iacovone: “Sensazione indescrivibile, Erasmo un simbolo! Mi sento Tarantina”

Redazione IAMTaranto - 29 Settembre 2026

Poco prima del calcio d’inizio del match contro il Novoli, Paola Raisi, moglie di Erasmo Iacovone, ha attraversato il manto erboso al fianco del presidente Sebastiano Ladisa, del DG Beppe Camicia e di icone rossoblù come Franco Selvaggi e Graziano Gori. Un giro di campo carico di commozione, accompagnato dai cori calorosi della Curva Nord e dai filmati celebrativi dell’ex bomber rossoblù proiettati sui maxischermi, che ha trasformato quel momento in un vero e proprio tuffo nel passato. Di seguito le sue parole rilasciate in esclusiva ai canali de Il Nuovo Quotidiano di Puglia:

“Quando sul maxischermo scorrevano le immagini di Erasmo e il pubblico urlava il suo nome, trovarmelo così davanti è stata una sensazione indescrivibile. Ho alzato gli occhi in quell’attimo ed è stato il regalo più bello che potessi ricevere. È stata una giornata bellissima, un’atmosfera veramente magica”.

La moglie di Iacovone e le emozioni del nuovo stadio a Taranto

Poi aggiunge: “Sono entrata per la prima volta nello stadio rinnovato e la tifoseria è stata meravigliosa. Per me è stata un’emozione molto forte, poi ovviamente la sorpresa di essermi trovata a fare il giro dello stadio accompagnata dal presidente e dal direttore generale mi ha gratificata e onorata. È stata una serata stupenda, non facile da gestire dal punto di vista delle emozioni. Ringrazierò per tutta la vita la tifoseria, la sento mia da sempre. Tante persone mi hanno voluto salutare e stringere la mano. Tanto affetto, tanto amore che ricevo da anni, ma questa serata allo Iacovone è stata ovviamente speciale. L’unica cosa che posso dire è che non ho più parole per definire i sentimenti che ho vissuto in questa circostanza. Voglio ringraziare anche la società che mi aveva invitata già da tempo e ci teneva tantissimo a questo momento che avremmo condiviso insieme”.

Paola Raisi: “Io mi sento tarantina”

Chiosa finale: “La figura di Erasmo è diventata un’icona, un simbolo, ma in quella fase storica c’era anche una grande squadra. Penso che sarebbero sicuramente arrivati in Serie A perché ormai erano proprio a un passo. Ma Erasmo ha lasciato un forte segno proprio a livello di persona. Era un ragazzo molto tranquillo, faceva il suo lavoro seriamente, si impegnava tantissimo. Viveva per il suo lavoro. Era generoso, altruista e, nonostante la giovane età, aveva dei grandi valori. Questa testimonianza di affetto continua a gratificare me ed è fondamentale per mia figlia, che non ha avuto modo di conoscerlo se non attraverso questa città e questa gente. Sapere che tutti lo ricordano per l’uomo che era è la mia felicità più grande. Io mi sento tarantina tantissimo. Purtroppo ho vissuto poco questa città, ma sono sempre stata abbracciata da un affetto enorme. Guardando lo spettacolo del mare in questi giorni, spero che questo giorno sia di buon auspicio. Vorrei non leggere più delle sofferenze e dei problemi di Taranto, ma solo prospettive belle e positive, perché questa terra merita davvero di essere valorizzata”.

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