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‘U sciuéchə d’u sutàzzə: come giocavano le nostre nonne

Redazione IAMTaranto - 18 Agosto 2022

Far girare il setaccio o appenderlo a un filo, permetteva di scoprire l’infedeltà di una persona o il colpevole di una cattiva azione. Quando era necessario fare chiarezza su quesiti di diversa natura si poneva la domanda specifica al setaccio.

Il setaccio o staccio è un attrezzo di varie dimensioni, formato da un telaio di legno di forma cilindrica, alto circa dieci centimetri, che racchiude un fondo fatto di una retina a maglie grosse per passare le granaglie, a maglie più fine per setacciare la farina. Un altro tipo è tutto in alluminio col fondo a fori larghi.

Setacciare la farina era un gesto antico che le nostre nonne compivano quasi quotidianamente quando il pane si faceva in casa e la farina non era raffinata. Quindi il setaccio era l’oggetto che filtrava le cose, separava il buono dal cattivo e pensando che potesse filtrare anche i malauguri si usava appenderlo dietro la porta di casa.

La pratica magica di questo arnese chiamata “gioco del setaccio” era una forma di profezia che per mezzo dell’osservazione dei movimenti dell’oggetto posto in equilibrio attraverso le punte delle forbici piantate nel bordo e accompagnata dalla invocazione ai Santi, permetteva di conoscere notizie sull’amato e in particolare sulla sua infedeltà.

Questo rituale, segnato dalla commistione tra sacro e profano, detto coscinomanzia era già praticato nell’antica Grecia, deriva dal greco koskinomantis (un veggente che usa il setaccio).

Era quasi normale giocare con il setaccio come strumento rivelatore quando ci si riuniva in casa con le amiche soprattutto d’inverno, magari accanto al camino, il riscaldamento delle abitazioni che serviva a rinsaldare i legami familiari e d’amicizia.

In quella atmosfera magica dove si riunivano più generazioni, cominciava il rituale ad opera di solito della più anziana che introduceva una forbice nella fascia di legno del setaccio per tenerlo in piedi e formulava la domanda.

A quel punto calava il silenzio e tutti stavano immobili in attesa del responso: se il setaccio rimaneva in piedi la risposta era negativa, in caso contrario si designava il colpevole e spesso si barava per evitare parapiglia nelle famiglie quando si trattava di tradimenti. Gli attrezzi, setaccio e forbici, per tradizione passavano in eredità alla figlia primogenita.

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