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Il Museo Diocesano di Arte Sacra: uno scrigno di tesori inestimabili

Redazione IAMTaranto - 27 Agosto 2022

Alle spalle del Duomo di San Cataldo, nel cuore dell’Isola Madre, si trova un luogo che custodisce tesori ed opere d’arte di inestimabile valore, testimonianza della ricchezza culturale della Città dei due mari nel corso della sua storia: si tratta del Museo Diocesano di Arte Sacra di Taranto (MuDi).

La sua sede è l’ex seminario arcivescovile, già palazzo Muscettola, un edificio che vanta oltre 450 anni di storia. Il palazzo venne infatti inaugurato come seminario arcivescovile il 1 giugno 1568, durante la Controriforma, per volere del Cardinale Marcantonio Colonna, secondo le direttive del Concilio di Trento, che prevedevano la realizzazione di una struttura preposta alla formazione della vita religiosa e culturale del clero.

Tra il XVI e XVIII secolo la struttura fu oggetto di lavori di restauro e ampliamento, mentre all’inizio del XIX secolo il complesso subì l’occupazione delle truppe francesi e fu riaperto dopo la fine delle guerre napoleoniche. A causa della fatiscenza della struttura, dal 1965 il palazzo è rimasto in stato di abbandono, fino alla ristrutturazione compiuta negli anni ’80 e ’90.

Il MuDi è stato inaugurato il 6 maggio 2011, grazie soprattutto all’iniziativa dell’ex arcivescovo di Taranto, Mons. Benigno Papa, il quale, comprendendo l’importanza della promozione e della salvaguardia del patrimonio storico e artistico della Diocesi di Taranto, diede avvio ad un accurato progetto museografico condotto dall’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici.

Il percorso espositivo permanente, articolato in sette sezioni tematiche e sviluppato su tre piani, espone oltre 350 tra opere d’arte ed oggetti che narrano la storia dell’Arcidiocesi di Taranto, tra cui numerosi manufatti scultorei di notevole fattura, una ricca documentazione pittorica che testimonia le grandi scuole meridionali, pregiati paramenti sacri, un parato di candelieri con applicazioni in corallo e lapislazzuli di manifattura trapanese, un rarissimo esempio di arazzo in bisso, crocifissi in avorio di scuola fiamminga, corredi d’altare in avorio e madreperla, oltre a una svariata quantità di suppellettile liturgica.

Al piano terra è collocata la sezione liturgica, nell’antica cappella del Seminario dedicata alla Madonna Assunta, la quale ricostruisce idealmente un’aula di culto con la riproduzione di un altare e una raccolta di suppellettili utilizzate dalla Chiesa nel corso dei secoli.

Al primo piano vi sono la Sezione Cristologica e la Sezione Mariana, che ripercorrono i momenti salienti della vita e le principali iconografie rispettivamente di Cristo e della Madonna, attraverso dipinti, sculture e suppellettili, ordinati cronologicamente rispetto all’anno liturgico.

La sezione dedicata ai Santi mette in mostra opere relative alle devozioni più diffuse nel Tarantino, con particolare attenzione a quella verso San Cataldo, patrono e protettore della città.

A tal proposito, sono davvero preziosissimi gli argenti e gli ori provenienti soprattutto dal cosiddetto Tesoro di San Cataldo, tra cui uno sportello di tabernacolo dal valore inestimabile in oro e topazio scolpito e l’antica crocetta aurea rinvenuta, secondo le più antiche fonti agiografiche, sul petto del santo nel 1071, quando le sue spoglie vennero ritrovate all’interno del sarcofago marmoreo.

Il secondo piano è dedicato alla Sezione Arcivescovi ed espone prevalentemente paramenti sacri, suppellettili liturgiche e messali dei vescovi che hanno retto la Diocesi dal XVII secolo.

Il MuDi si impone pertanto come uno tra i centri culturali più importanti e simbolici di Taranto, ricco di opere e di testimonianze storiche ed artistiche della nostra città.

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