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Nel Tarantino scoperte mura ciclopiche e uno scheletro: ecco dove

Redazione IAMTaranto - 16 Novembre 2022

È in corso un’attività di scavo archeologico nell’area prossima a San Pietro Mandurino nella città messapica di Manduria, condotta congiuntamente dalla Soprintendenza Nazionale per il patrimonio subacqueo e il Segretariato Regionale del MiC Puglia, con la collaborazione del Comune di Manduria.

Venerdì 11 novembre gli scavi sono stati aperti alla comunità locale e agli studenti del Liceo Classico Galilei con visite guidate. Gli archeologi e gli antropologi della società ETHRA Archeologia e Turismo hanno predisposto l’apertura del cantiere di scavo e di presentazione dei risultati avvalendosi di una modalità immersiva e complementare alle attività in corso.

Gli studenti hanno avuto la possibilità di curiosare tra gli strati che hanno restituito un tratto di mura, una sepoltura ed un battuto stradale. Con questa iniziativa si intende promuovere la consapevolezza del sito e contribuire alla realizzazione di una comunità partecipe alle iniziative di ricerca e tutela dei beni culturali.

In preparazione altri eventi quindicinali di visita al cantiere con ingresso gratuito.

Richiesta prenotazione obbligatoria:

Max 30 persone a visita.

CONTATTI: istruzione@comune.manduria.ta.it – +390999702256

Resti di mura ciclopiche e uno scheletro sono venuti alla luce in questi giorni a Manduria. 𝗠𝗮𝗻𝗱𝘂𝗿𝗶𝗮 antica città messapica fu cinta da fossati e possenti mura megalitiche tra il V e il III secolo a.C.
I resti articolati in triplice cerchia, sono ancora visibili insieme a quelli di una grande necropoli, con tombe a fossa spesso di vaste dimensioni, coperte da lastroni in pietra, i cui reperti si possono ammirare presso la mostra “Oltre le Mura” che documenta lo scavo delle oltre 1200 tombe portate alla luce da Nevio Degrassi dal 1955 al 1960. Invano Manduria fu assediata da Taranto, con l’aiuto del re di Sparta Archidamo che, nel 338 A.C. vi perse la vita sotto le mura. Non senza avergli imposto una strenua resistenza, fu presa da Annibale nel 212 A.C., poi conquistata dal console Quinto Fabio Massimo nel 209 a.C. che fece ricco bottino e 3000 prigionieri. Testo ripreso dalla pagina Facebook ANTICAE VIAE

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