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Filippo Falco: da Lecce a Cagliari, con la sua Pulsano nel cuore

Lorenzo Ruggieri - 12 Giugno 2023

Con il successo ai danni del Bari, il Cagliari ipoteca i playoff e torna in Serie A dopo appena una stagione in cadetteria. Tra le file dei sardi figura il talento tarantino Filippo Falco, vero specialista in tema di promozioni: per ben tre volte, infatti, ha aiutato i suoi compagni a raggiungere la categoria superiore, dopo i traguardi ottenuti con le maglie di Benevento e Lecce.

Classe 1992, cresciuto a Pulsano, muove i primi passi nella scuola calcio locale guidata dall’ex Taranto e Fiorentina Giuseppe Novellino. Brevilineo, abile nell’1vs1 e dotato di straordinarie doti balistiche, il suo talento viene notato già a 12 anni dal Bari. Dopo averlo svezzato, Falco viene ceduto al Lecce e nel 2010 esordisce in Coppa Italia contro l’Udinese. Il treno della Serie A passa per la prima volta nell’estate del 2015, quando il Bologna, attirato dalle ottime prestazioni del pulsanese con la casacca del Trapani, lo ingaggia in prestito con obbligo di riscatto dal club salentino. Con i felsinei debutta nel massimo campionato italiano nel match perso contro il Sassuolo, vissuto con i galloni da titolare. Con l’approdo in panchina di Roberto Donadoni, tuttavia, Falco fatica a trovare continuità, riscattandosi con le maglie di Cesena e Benevento. Il destino, però, è imprevedibile: tornato a Lecce, mostrerà tutto il suo repertorio nella stagione 2019-2020, in cui colleziona 30 presenze in Serie A, condite da 4 gol contro Sassuolo, Genoa, Torino e Bologna. Con la Stella Rossa di Belgrado vince due campionati serbi e due coppe nazionali, riuscendo anche a trovare la prima gioia internazionale nei preliminari di Champions League contro il Kairat Almaty, prima di approdare a Cagliari.

Le sue qualità tecniche sono note ed inconfutabili. Ciò che Falco rappresenta per la sua Pulsano, però, esula dalle gesta calcistiche. In una terra spesso dimenticata e in cui le cronache degli anni hanno prodotto rassegnazione e sconcerto, i traguardi del beniamino rappresentano un faro in mezzo al mare. I sacrifici affrontati in adolescenza per inseguire il suo sogno lo rendono un punto di riferimento per i tanti ragazzi del piccolo comune ionico. Il calcio, inoltre, può indurre gli addetti ai lavori verso sentieri tanto attraenti quanto impervi. Chi conosce Filippo, invece, ne loda la personalità ammantata di umiltà e coraggio, doti grazie alle quali ha conquistato uno spazio nel cuore di tutti gli abitanti della comunità. Ecco perché, in ogni destinazione calcistica, egli può contare su un vasto seguito di tifosi, nel cui animo non è presente rancore o invidia ma ammirazione.

Come proseguirà la carriera di Filippo Falco è probabilmente ignoto anche al calciatore stesso. Ciò che è certo, però, è il suo contributo alla nostra terra. Attraverso i dribbling, i gol, gli assist e le giocate, ha dimostrato che la provincia di Taranto non è solo Ilva e mare, criminalità e pessima amministrazione, ma anche terra di talento e di prodigi.