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Palazzo Ciura… o meglio l’Istituto Comprensivo Galileo Galilei: che storia!

Redazione IAMTaranto - 18 Giugno 2023

Percorrendo Corso Vittorio Emanuele II, affacciato alla ringhiera, si erge un prestigioso immobile del Borgo antico, Palazzo Ciura di epoca settecentesca in stile umbertino, con ingresso da Vico Carducci.

Costruito per volere di Tommaso Ciura della nobile famiglia massafrese, successivamente ceduto dall’erede Giuseppe allo Stato, che nel 1888 ne fece la sede della Banca D’Italia, ristrutturando sia gli interni che i prospetti. La famiglia di Giuseppe si trasferì a Palazzo Saraceno in via Duomo per poi traslocare definitivamente nella Masseria di famiglia a Massafra.

Con l’avvento del fascismo, tuttavia, la Banca si trasferì nel Borgo Nuovo ed al suo posto sorse la sede del Partito Nazionale Fascista, per poi ospitare il Comando degli Alleati. Dal 1946 rimase in totale abbandono e negli anni ottanta si decise finalmente di procedere alla sua ristrutturazione e così è diventato la sede dell’Istituto Comprensivo Galileo Galilei.

Il sontuoso edificio a pianta quadrata è formato da due piani superiori ed uno interrato. Era composto da ventisette stanze prestigiose, in particolare i saloni del piano nobile, il piano inferiore era adibito ad alloggi di servizio, magazzini e stalle con accesso al mare. I due prospetti si presentano differenti, il prospetto interno che si affaccia sul vico Carducci ha balconi con semplici ringhiere in ferro e frontespizio arcuato, mentre il prospetto esterno che si affaccia sul Mar Grande ha solo finestre, decorate da semicolonne e capitelli.  È presente un cortile interno con un androne con volta a stella e due scale, una scala di rappresentanza a tre rampe e una secondaria. Il colore delle facciate è molto chiaro e contrasta con gli altri palazzi vicini. Accanto al Palazzo sorge l’infrastruttura adibita a palestra della scuola, nata sull’area destinata inizialmente ad albergo, dove sorgeva Palazzo Foresio divenuto successivamente di proprietà dei Bellando Randone, testimone della fiorente architettura settecentesca tarantina.

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