sabato 18 maggio 2024
stónnə 23°, jé mal tìmbə

Logo

Tempo di lettura: 3 min.

Antonella Palmisano: da Mottola al tetto del Mondo

Lorenzo Ruggieri - 3 Settembre 2023

L’oro olimpico, la gloria, gli elogi. Poi gli infortuni, il buio, i sacrifici e le battaglie quotidiane. Infine la “rinascita”, come lei stessa ha definito il bronzo di Budapest. Negli ultimi due anni, emozioni contrastanti hanno provato a scalfire l’animo di Antonella Palmisano, trovando invece una fervida opposizione nella determinazione della campionessa pugliese. Come l’araba fenice, la marciatrice delle Fiamme Gialle è risorta dalle sue ceneri, aggiungendo un altro traguardo ad una carriera già costellata di successi e medaglie. L’apice raggiunto a Tokyo, nel 2021, salendo sul gradino più alto del podio nella 20 km. L’atleta, però, ha sempre dimostrato di non aver dimenticato le origini tarantine, la cui gente oggi saluta Palmisano come un’icona, un’ispirazione da seguire ed emulare.

Le origini pugliesi e il primo approccio allo sport

Nata a Mottola il 6 agosto 1991, Antonella Palmisano dimostra già in tenera età una propensione naturale vero lo sport e l’attività fisica. Un’indole tramandata probabilmente da papà Carmine e mamma Maria, sportivi amatoriali. Proprio grazie a loro, da bambina inizia ad appassionarsi alla pallavolo e al motocross. Il destino, però, è dietro l’angolo e il richiamo della marcia cattura l’attenzione di Palmisano, la quale inizia a praticare questa disciplina nell’Atletica Don Milani.

Le sue capacità e il suo talento balzano agli onori della cronaca nel 2010. In questo anno, dopo essere entrata a far parte del Gruppo Sportivo Fiamme Gialle, vince la Coppa del Mondo juniores di marcia in Messico, a soli 19 anni. In vista di questa attesissima kermesse, sua madre decide di cucirle un fiore di tessuto per capelli. In futuro, il fiore diverrà il suo marchio di fabbrica, sancendo un legame indissolubile trapiantato in ogni angolo del Globo.

Antonella Palmisano (foto di repertorio)

La maturità e l’oro di Tokyo

Le aspettative possono spesso turbare un atleta, divenendo una spada di Damocle difficile da aggirare. Antonella Palmisano, invece, nel corso degli anni ha fatto incetta di vittorie e ori: doppietta di titoli italiani assoluti di marcia su strada nel 2014, campionessa italiana assoluta indoor sui 3000 m di marcia nel 2015 e quinta ai Mondiali di Pechino dello stesso anno nei 20 km. Anche nel 2018, non tradisce le aspettative: il quarto posto le valgono plausi e riconoscimenti, tra cui la proposta di matrimonio del fidanzato e collega Lorenzo Dessi. In quell’occasione, però, Palmisano si lascia sfuggire un presagio e un monito alle avversarie: “Il meglio deve ancora venire”.

6 agosto 2021. In una calda e afosa giornata estiva, Antonella Palmisano festeggia il suo trentesimo compleanno direttamente nella sua stanza del villaggio olimpico di Tokyo, dove in giornata gareggerà per la finale della 20 km. L’atleta tarantina è tra le favorite ma alle sue spalle incombono inseguitrici di tutto rispetto, tra cui la campionessa mondiale in carica Liu Hong e la campionessa europea Maria Perez. La data, però, non può essere una mera coincidenza, uno scherzo del destino. Il cielo, insolitamente azzurro, sembra anticipare avidamente il futuro. In 1 ora, 28 minuti e 12 secondi, Antonella Palmisano stacca le rivali e corre verso un risultato storico, frutto di sacrifici, rinunce, dolori e indomito lavoro. Meritati riconoscimenti attendono la campionessa olimpica: Donna dell’anno 2021 in occasione dei Gazzetta Sports Awards, collare d’oro al merito sportivo dal CONI e Commendatore ordine al merito della Repubblica Italiana.

Gli infortuni e la rinascita

Come tristemente noto, una medaglia racchiude due facce. Antonella Palmisano ha conosciuto il lato peggiore subito dopo aver raggiunto l’apice della propria carriera. Il Covid, infatti, ha segnato soltanto l’inizio di un lungo e doloroso calvario. Una lieve malformazione del bacino ha costretto la campionessa azzurra a sottoporsi ad un delicato intervento chirurgico nel settembre dello scorso anno, decretando un necessario allontanamento dalle competizioni agonistiche.

Nelson Mandela disse: “Non giudicatemi per i miei successi ma per tutte quelle volte che sono caduto e sono riuscito a rialzarmi”. La marciatrice pugliese, infatti, si è prontamente rialzata, contribuendo al successo nei Campionati Europei di Podebrady dello scorso maggio, prima di conquistare il bronzo ai Mondiali di Budapest.

La storia sportiva di Antonella Palmisano, però, non finisce qui. Tanti gli impegni in programma per l’atleta tarantina, la quale delizierà gli appassionati con prove avvincenti ed entusiasmanti ancora per tanti anni. Con uno sguardo rivolto a Parigi e a quel titolo olimpico da difendere con le unghie e con i denti.