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Le postierle: la storia e il loro legame con Taranto

Lorenzo Ruggieri - 10 Marzo 2024

Nel suo Viaggio in Italia del 1957, il giornalista Guido Piovene scrisse: “Il meglio della vita di Taranto vecchia è all’aperto, sulla banchina, tra la muraglia delle case e il Mar Piccolo“. Dal racconto emerge una città dominata dalla natura incontaminata e dalle architetture storiche. Tra queste ultime rientrano le postierle, piccoli accessi celati nelle strette vie di Taranto vecchia. Esse testimoniano la rilevanza strategica assunta nel corso dei secoli dalla città, manifestando tuttavia un mesto senso di declino da cui è possibile rifugiarsi esclusivamente recuperando e valorizzando le bellezze naturali e architettoniche che animano il capoluogo ionico.

Le postierle: significato e origini

La parola postierla (anche detta postèrla, oppure pustièrla pustèrla) deriva dal latino postĕrŭla, a sua volta discendente da posterus, ovvero “situato dietro”. Le postierle, infatti, sono strette porte di accesso, originariamente ubicate in lontananza rispetto all’ingresso principale della città al fine di fungere da via di fuga in caso di invasioni nemiche.

Per via della sua prossimità al mare, infatti, la storia della città di Taranto è ricca di ostili incursioni straniere. Nel corso del Medioevo, in particolare, questa terra è stata oggetto di varie conquiste, dai Longobardi ai Borboni. Tale condizione è strettamente collegata all’urbanistica locale: le case strette, addossate l’una all’altra, e le vie anguste e ristrette operavano in un’ottica di difesa locale contro le avanzate dei conquistatori.

Le postierle più note a Taranto

Transitando per via Garibaldi ci si imbatte nell’Arco del Carmine, una delle postierle più note del centro storico di Taranto: l’Arco del Carmine. Di origine Medievale, probabilmente risalente al XIII secolo, interseca Via Garibaldi, Via di Mezzo e Vico San Gaetano. L’Arco del Carmine, inoltre, è dotato di un edificio su più piani, collocato sopra l’arco e accessibile attraverso una scalinata.

Qualche secolo dopo l’Arco del Carmine, intorno al XVI secolo, venne invece edificato l’Arco di San Domenico, il quale si inserisce tra Via Duomo e via Arco di San Domenico. Dotato di un lucernario quadrangolare, al di sopra di esso si sviluppano degli appartamenti affacciati su Via Duomo e dotati di finestre rettangolari.

Proseguendo su via Arco di San Domenico, inoltre, è riscontrabile l’Arco di San Martino, anch’esso probabilmente risalente al XVI secolo. Provvisto di due archi distinti, è sormontato da un edificio a due piani, adornato con un cornicione modanato.

Tra via Duomo e via Paisiello, invece, sorge l’Arco Madonna del Pozzo, coetaneo delle due postierle citate in precedenza e caratterizzato da una statua della Madonna, presente in una nicchia dell’arco, a sua volta rinomato per la volta a botte.

Quelle citate sono solo alcune postierle di cui gode la città dei due mari, la cui storia e architettura è tutta di ri-esplorare e analizzare, potendo vantare su un patrimonio storico-culturale con pochi eguali nel Meridione.