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The Alley Street Food, un vicolo di Taranto nel cuore di Milano
Redazione IAMTaranto - 12 Maggio 2025
Per quanto si possa amare la propria città accade spesso che, soprattutto i giovani, siano costretti per lavoro o per studio ad andare via. “Ma si abbandona davvero ciò che si ama?”.
Abbiamo posto questa domanda a Salvatore, proprietario di The Alley Street Food, un locale interamente pugliese, o meglio, tarantino. “Mi sono trasferito qui a Milano quando avevo 20 anni. Ho lavorato per un po’ per qualcun altro, finché non ho deciso di aprire qualcosa di mio. E quale miglior modo, se non portando con me le mie origini e le mie tradizioni?”
Ed è così che nasce The Alley Street Food, che, seppur a chilometri di distanza dalla nostra amata città, riesce a ricreare la magia delle tradizioni tarantine. Fa scoprire, a chi nella nostra città non c’è mai stato, piatti per noi tipici come bombette, uccelletti e non solo. Trasmette il nostro senso di appartenenza e gentilezza con piccoli gesti, come le pettole offerte il giorno di Santa Cecilia. Soprattutto, dà a tutti quei tarantini fuorisede un luogo dove riunirsi e sentirsi – anche solo per un attimo – a casa:
“Aprendo questo locale ho avuto l’opportunità di conoscere tantissime persone di Taranto. È stato un modo, per me ma anche per i clienti, di risentirmi a casa dopo così tanti anni di assenza.”
Entrando nel locale di Salvatore si respira subito un’aria diversa, familiare, calorosa, che lui e sua sorella Emily mettono a disposizione dei loro clienti, come se fossero tutti una grande famiglia, legati dallo stesso amore per Taranto. “Ho lasciato la mia città per cercare stabilità e nuove esperienze, ma le mie origini non mi hanno mai abbandonato. La lontananza dalla propria terra, dalla propria famiglia, è difficile, ma ovunque io vada fanno parte di me, del mio vissuto… The Alley significa letteralmente ‘vicolo’, ed è un omaggio a quel posto dove, da ragazzo, passavo le serate a ridere con gli amici davanti alla pizzeria di fiducia. Diciamo che rappresenta la spensieratezza.”
Viaggiare, andare lontano, aiuta a conoscersi meglio, a incontrare e imparare ad apprezzare nuove culture. Ma soprattutto apre gli occhi su ciò che si aveva e si sottovalutava, perché era sempre lì, sotto i nostri occhi. Noi tarantini non ci accorgiamo di quanto sia bella la nostra città finché non siamo costretti a partire facendo poi i conti con la consapevolezza di ciò che abbiamo perso.
“Mi sento di consigliare, a chi come me cerca il proprio futuro in un’altra città, di non dimenticare da dove si viene. Di abbracciare il proprio accento e non mascherarlo, di condividere con gli amici che si incontreranno le proprie tradizioni. Perché è quello che ci ha resi ciò che siamo, e dobbiamo esserne fieri.”
A tutti i tarantini: se siete a Milano, sappiate che qui avete un posto dove sentirvi a casa. Un luogo dove mangiare un panzerotto vero.
Antonella D’Andria
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