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Taranto, un monile nascosto in via Terni

Redazione IAMTaranto - 19 Gennaio 2026

Nel quartiere Solito Corvisea, a Taranto, nascosto tra i palazzi di via Terni è ubicato un interessante sito archeologico: la Cripta del Redentore.

Nasce come tomba a camera dell’età imperiale e, successivamente diventa luogo di culto cristiano come si evince dalla presenza di un’abside. Infatti, si racconta che furono proprio dei monaci di rito bizantino a scegliere questa infrastruttura ubicata in un posto isolato e disabitato e a trasformarla per
essere utilizzata come luogo di preghiera.

La Cripta del Redentore a Taranto recuperata da Mons. Motolese

La cripta, secondo quanto si racconta, è stata abbandonata per tanti secoli per poi essere riscoperta durante dei lavori effettuati dall’archeologo Luigi Viola nella sua proprietà. Per il vero e proprio recupero, invece, bisogna arrivare agli anni settanta per merito dell’Arcivescovo di Taranto Monsignor Guglielmo Motolese.

L’ipogeo legato alla tradizione petrina, scavato nel tufo, si trova al di sotto del piano stradale. Si accede attraverso una scala al primo ambiente che si presenta a navata unica di forma rettangolare con le pareti decorate da affreschi di pregio, con un’abside semicircolare decorata e sulle pareti si aprono nicchie ad arco. È collegato per mezzo di una porta al secondo ambiente di forma circolare con un pozzo di acqua sorgiva e lucernario.

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