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Rilancio Taranto: 16 proposte operative per trasformare il turismo in ricchezza diffusa
Redazione IAMTaranto - 30 Marzo 2026
Nonostante una crescita del turismo superiore a quella di province vicine come Lecce e Brindisi, Taranto assiste a una preoccupante desertificazione commerciale, con il 22,8% delle saracinesche abbassate. Per invertire questa rotta, cinque sigle (Confapi, Casartigiani, Confesercenti Casaimpresa, Unsic e U.P.A.L.A.P.) hanno presentato al Comune un dossier con 16 interventi urgenti per il Tavolo dello sviluppo del 30 marzo.
1. Commercio: meno tasse e più decoro
Per contrastare lo svuotamento del centro e del Borgo Antico, le associazioni propongono:
- Fiscalità agevolata: Sconti sui tributi locali per chi apre nuove attività nel centro storico.
- Gestione degli spazi: Creazione di un registro dei locali vuoti e introduzione di canoni d’affitto calmierati.
- Riqualificazione urbana: Un piano organico che intervenga su arredo, viabilità e digitalizzazione delle piccole imprese.
2. Turismo: dalla quantità alla qualità
Sebbene i dati del 2025 parlino di 1,6 milioni di presenze, la ricchezza prodotta sul territorio è ancora troppo bassa. Le richieste includono:
- Pianificazione strategica: Un nuovo piano per il turismo e l’uso mirato della tassa di soggiorno.
- Integrazione commerciale: Collegare la Taranto Card ai negozi locali e creare un “Villaggio dell’Artigianato” per i Giochi del Mediterraneo.
3. Lavoro e Artigianato: colmare il divario
A fronte di oltre 34.000 disoccupati, le imprese faticano a trovare personale esperto. Le soluzioni proposte sono:
- Supporto ai giovani: Incentivi per l’imprenditoria giovanile e percorsi di apprendistato per i NEET.
- Zone Franche e Botteghe: Attivazione delle Zone Franche (previste dalla legge regionale) in aree critiche come Tamburi e Città Vecchia, insieme alla nascita di “botteghe-scuola”.
4. Decoro e Burocrazia
Per rendere la città più vivibile e attrattiva, il documento suggerisce:
- Sicurezza urbana: Istituzione di “Zone Zero Alcol” contro il consumo di alcolici in strada.
- Semplificazione: Aggiornamento del regolamento d’igiene comunale (fermo al 1998), considerato ormai un freno burocratico per chi vuole investire.
L’obiettivo: Le associazioni chiedono di passare dalle parole ai fatti con un cronoprogramma certo, scadenze precise e responsabili definiti per ogni azione.
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