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A San Catàvətə pàssə ‘u frìddə e avénə ‘u càvətə

Redazione IAMTaranto - 8 Maggio 2026

A San Cataldo va via il freddo e inizia il caldo: la giornata del 10 maggio è una istituzione per tutti i Tarantini, con la città dei due mari che celebra il Santo Patrono. Tra miti, leggende, storie popolari… una tradizione che si rinnova nel tempo.

San Cataldo a Taranto: il giorno più atteso dell’anno

La prima su tutte. Il clima che può cambiare, miracolosamente e velocemente anche nell’arco di 24 ore. Per tutti, San Cataldo ha rappresentato e continua a essere uno spirito guida. Un punto di riferimento. Una tradizione popolare che racconta di un vescovo irlandese che avrebbe lanciato il proprio anello pastorale nel Mar Grande, per placare una tempesta durante il viaggio. Un gesto che diede vita al citro (sorgente d’acqua dolce) ideale per la mitilicoltura e per aver reso così speciale le nostre cozze in tutto il mondo.

Processione a Mare

Il punto di raccordo è sempre lo stesso: il mare. Quel luogo così amato da noi tarantini e in cui si svolge, l’8 maggio, la processione del Santo: il momento più suggestivo della tre giorni di feste in suo onore.

La statua, sia via mare che via terra protegge le vie del Borgo Umbertino e della Città Vecchia con i fuochi d’artificio dal Castello Aragonese dell’ultimo giorno che rendono la festa unica e inimitabile. Una certezza nel tempo con la speranza che San Cataldo non abbia perso la capacità di proteggere la nostra Taranto. Una città d'(A)mare.

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