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Alla scoperta de L’Aragonese: il Gin nato a Taranto, “Un omaggio alla nostra città”

Redazione IAMTaranto - 12 Dicembre 2024

In ogni sorso di “L’Aragonese” si può percepire il calore del sole pugliese, il profumo delle piante autoctone e l’anima vibrante di una città che, nonostante le sfide, continua a risplendere. Questo gin è un invito a scoprire Taranto, a emozionarsi con ogni assaggio, a vivere una storia che merita di essere raccontata: si legge sul sito ufficiale. Insieme a Marco Friuli, uno degli ideatori, andiamo alla scoperta de L’Aragonese Gin. Agrumi del Golfo di Taranto, spezie locali, ginepro selvatico e il fico d’india: ingredienti che si uniscono per dare vita a un distillato che incarna l’anima della città.

Come è nata l’idea de L’Aragonese Gin? E quanto tempo ci è voluto per realizzarlo? Cosa c’è dietro?

L’idea nasce da una collaborazione estiva tra i proprietari di Ginetto e di Totò e riprende una idea avuta qualche anno prima e bloccata dal Covid di iniziare a creare un distillato .. nasce quindi il gin visto che Ginetto è la prima gintoneria a Taranto ormai da anni.

Cosa lo rende “unico” e diverso rispetto agli altri?

Ci sono voluti mesi di prove e ricette, ricerca di botaniche locali e combinazioni che potessero dar vita a un prodotto unico. Dietro c’è la voglia di migliorarsi, cercare nuove sfide e omaggiare la nostra città, costellata sempre di tanti problemi e darle una visibilità diversa da quella ormai consolidata nell’Ilva e in altre tematiche.

Cosa possiamo intravedere sull’etichetta?

E’ unico perché è fatto con prodotti locali, distillato anche in Puglia stessa e offre un packaging con tutta la skyline della nostra città. Nell’etichetta troviamo tutti gli elementi principali della città, ponte girevole, castello aragonese, monumenti ai marinai, colonne doriche, fino al murales di Poseidone.

Perché proprio un gin ispirato a Taranto?

Ispirato a Taranto perché è la nostra città, perché crediamo ancora in lei e perché chi resta qui e investe qui (oltre che essere un pazzo) ha l’obbligo di fare qualcosa per migliorare le cose. Quello che viene fuori sono sempre cose negative, ma siamo noi imprenditori giovani che dobbiamo cercare di cambiare le cose anche con queste piccolezze.

“Ogni sorso racconta una storia”: che messaggio volete mandare?

Ogni sorso racconta una storia: dei pescatori che solcano le acque, delle famiglie che vivono nei vicoli, della cultura millenaria che permea ogni angolo. È un tributo ai tarantini, che, pur nel silenzio, hanno sempre custodito una ricchezza di tradizioni. Significa che vogliamo tornare ai vecchi sapori, alle nostre radici culturali . Questa città deve scavare nel suo passato e riemergere.

Chiosa finale: un pensiero verso i ragazzi e la città di Taranto

Ai ragazzi di Taranto dico: non scappate, non abbandonate la barca. Sicuramente allo stato attuale altre città offrono migliori prospettive, ma a questa città non manca nulla. Provateci, insistete, investite nel turismo perché questa città dovrebbe vivere solo di quello e ricordate che da soli non si va da nessuna parte, ma è l’unione di teste, persone e idee che può far cambiare le cose.

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