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“Conosciuto da tutti”: Taranto dice addio a uno dei pezzi di storia di questa città!

Redazione IAMTaranto - 20 Gennaio 2026

Nelle numerose vasche del centro era impossibile non notarlo: Bruno, in arte, “Brunetto”, di professione sarto, è venuto a mancare qualche giorno fa. Percorrendo Via d’Aquino tra la Cremeria Vienna e la Gelateria del Ponte era facilmente riconoscibile, seduto, o meglio sdraiato, vicino a un portone con le gambe incrociate, con i suoi occhiali da vista vistosi e soprattutto con il suo pezzo da 90. Uno scialle che copriva il capo: insomma il suo “cavallo di battaglia”. Tra un pizzico di solitudine e quella libertà, pura, che l’ha sempre contraddistinto, ha mantenuto ben saldi i suoi ideali in una vita ricca di sacrifici ma lontana dai più classici schemi… Girando sui social, in tanti, hanno voluto rendergli omaggio, ricordandolo con un pensiero positivo!

FOTO COPERTINA – Luigi Surdo

I COMMENTI DEI TARANTINI

“Io lo conoscevo. Abitava a fianco a me, in via Polibio faceva il sarto. Sempre profumato, vestiti eleganti. Benestante non so perché abbia scelto questa vita da barbone, prendeva da mangiare nei cassonetti. Non aveva bisogno”.

“BRUNETTO E’ STATO UNA PERSONA CONOSCIUTA DA TUTTI E MOLTO UMILE”.

“Era un povero emarginato ma non dava fastidio a nessuno sempre con i suoi fedeli amici cani…..forse ora avrai un posto sicuro dove stare….amen….e un eterno riposo…”.

“Io lo conoscevo da quando lavorava in sartoria per militari in via di Palma angolo via Crispi. Ultimamente era ridotto proprio male”.

“Ha rappresentato un epoca.. bella o brutta.. ora e un. Anima bella e pulita”.

“Una triste notizia (almeno per me). Brunetto, uno dei personaggi più conosciuti e discussi di Taranto è morto. I più giovani lo ricordano come un mendicante, sporco, piegato su se stesso che si trascinava tra le vie del centro. Ma chi, come me, ha vissuto gli anni 60 passeggiando tra via d’Aquino e via Acclavio ed era solito darsi appuntamento alla sala giochi o sotto i quadri che esponevano i cartelloni dei film in programmazione, si ricorda un ragazzo ben vestito e sempre pulito ed elegante. Brunetto era un ragazzo di quelli che hanno avuto il torto di nascere con una idea della sessualità che non si confaceva con il comune senso del pudore e della morale comune. Era un “diverso” come dicono quelli bravi o quelli che nel branco utilizzano termini più adatti a suscitare ilarità e scherno, ma questa sua diversità Brunetto la reggeva con la forza della sua normalità. Era un ottimo sarto e molti sono stati i vestiti che io, come credo tanti ragazzi di quel periodo, ho fatto “ritoccare ” da Bruno. Chi lo ha visto nell’ultimo periodo me lo ha descritto come un mendicante talmente trasandato da suscitare pietà e schifo nello stesso tempo. In queste ore circolano foto che confermano queste notizie. Ma io non voglio condividerle, perché voglio ricordarlo com’è stato e voglio ricordare una sera che tornando da casa della mia fidanzata (attualmente mia moglie), lo incontrai sul pullman e vedendomi mi disse: “Ciao Enzo, ieri ti ho visto che uscivi dal Fusco con la tua ragazza. Che film avete visto?” Ed io, non ricordo esattamente quale film fosse, ma ricordo perfettamente la sua risposta. “No! A me piacciono soltanto i film d’amore. ” Ecco questo era Brunetto, un ragazzo dolcissimo forse nato nel periodo sbagliato. Ciao, Bruno che la terra ti sia lieve.”

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