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Palazzo Troilo: storia e rinascita nel cuore di Taranto Vecchia
Redazione IAMTaranto - 12 Marzo 2026
Dominando la parte più elevata del borgo antico tarantino, Palazzo Troilo gode di un affaccio d’eccezione su Piazza Duomo, collocandosi esattamente dinanzi all’ex monastero di Santa Chiara (attuale sede della giustizia minorile). Questo immobile, tornato a splendere grazie a una meticolosa ristrutturazione voluta dall’Amministrazione Comunale, è diventato il polo dedicato alla cultura e il centro nevralgico per il Comitato dei Giochi del Mediterraneo 2026.
L’Evoluzione Secolare di Palazzo Troilo
La configurazione odierna della struttura è il frutto dell’unione di tre distinti corpi di fabbrica che un tempo vivevano di vita propria. La prima cellula del palazzo fu eretta verso il tramonto del Cinquecento. Fondato dai Montefuscoli, l’edificio fu acquisito dal marchese Nicolò Chiurlia, il quale lo cedette all’inizio del XVIII secolo a Francesco Maria dell’Antoglietta. Nel 1737, per la somma di 2500 ducati, la famiglia Troilo ne assunse il possesso. Le sfarzose sale del piano nobile rimasero intatte fino alla fine dell’Ottocento, mentre il piano superiore conservò la sua funzione di residenza padronale fino al 1930, prima che entrambi i livelli venissero frazionati in piccoli alloggi.
Architettura e Segni del Tempo
L’estetica attuale è figlia di profonde trasformazioni stratificate nei secoli. Nonostante i rifacimenti, è ancora possibile scorgere frammenti del passato remoto: nell’originario atrio d’ingresso si conservano ancora un’imponente trabeazione e un blasone nobiliare. A fine Seicento risale l’aggiunta di una cappella privata, giunta a noi in ottimo stato, impreziosita da stucchi raffinati e leggeri. Se i primi dell’Ottocento portarono in dote lo scalone ad archi con decori in ferro battuto, fu nel 1840 che Francesco Troilo impresse la svolta definitiva, innalzando il secondo piano e ridisegnando integralmente il prospetto esterno.
Il Palazzo rappresenta uno dei rari esempi in cui la stratificazione architettonica convive armoniosamente con la nuova destinazione d’uso sportivo-culturale della città.
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