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Alla scoperta del Castello Aragonese: il fiore all’occhiello della nostra città

Cosimo Lenti - 11 Settembre 2021

Fiore all’occhiello della nostra città è il Castello Aragonese o con la sua denominazione più precisa il Castel Sant’Angelo. Numerose sono le visite che si susseguono alla struttura, ad agevolare la cosa è sicuramente il fatto che il giro del Castello, con annessa guida, sia gratuito.

Ricordiamo che la visita può essere fatta solo ed esclusivamente con prenotazione, a disposizione però ci sono diverse fasce orarie, a partire dalla mattina fino alla tarda notte. Ma conosciamo meglio il simbolo della città dei due mari e riviviamo tutta la sua storia:

Il Castello Aragonese di Taranto, o Castel S. Angelo, è ubicato vicino ad un’ antica depressione naturale del banco di roccia, sopra al quale sorge il borgo antico del capoluogo dei due mari.

Si tratta di una ricostruzione Aragonese di una precedente fortezza normanno-sveva-angioina. Era un tipico castello medievale con numerose torri alte e sottili costruito sopra una precedente fortificazione bizantina che aveva le fondamenta poggiate su strutture risalenti all’epoca greca.

Con il passare degli anni però le strutture medioevali divennero obsolete. La dimostrazione avvenne nel 1480, con la conquista di Otranto da parte dei turchi. Il re di Napoli, Ferdinando d’Aragona, decise di conseguenza di rinforzare le difese.

Tra il 1487 e il 1492 infatti, anche il Castello di Taranto fu ricostruito seguendo il progetto e le indicazioni dell’architetto Francesco di Giorgio. Il nuovo castello aveva la forma di uno scorpione con cinque torri rotonde posizionate agli spigoli della struttura.

Queste erano più basse e più larghe delle precedenti e presero il nome di S. Cristoforo, San Lorenzo e Sant’ Angelo per le tre di fronte l’attuale canale navigabile, mentre le due di fronte il borgo antico furono chiamate Annunziata e Bandiera.

Verso il Mar Grande fu poi aggiunto nel 1491, un puntone triangolare, che aveva l’obiettivo di rinforzare la cortina meridionale e migliorare la capacità di difesa.

Gli spagnoli, che si susseguirono agli Aragonesi nel 1502, ampliarono le piattaforme sommitali ma nonostante questi interventi, la fortezza perse progressivamente validità militare e finì per essere utilizzata come prigione o caserma.

Ciò col tempo ha portato alla frammentazione dei locali interni. Il castello è rimasto intatto eccetto che per la torre di S. Angelo, demolita nel 1883 per fare spazio al ponte girevole.

A partire dal 2003, la Marina Militare, custode del castello dal 1883, ha iniziato il restauro sistematico dell’interno della fortezza con l’intento di riportarla alla configurazione Aragonese e di identificare le precedenti strutture greche, bizantine, normanne, svevo-angioine.