sabato 25 maggio 2024
stónnə 23°, ste’ chióvə

Logo

Tempo di lettura: 3 min.

Diodato: l’amore per Taranto, la musica e il successo di Palazzina LAF. “Volevo fosse raccontata come una sorta di viaggio”

Redazione IAMTaranto - 21 Aprile 2024

Lunga intervista di Diodato ai microfoni di cinema.everyeye.it, tra passato, presente e futuro:

Film Palazzina LAF e la colonna sonora: “Voleva assolutamente essere questo. Era l’occasione per raccontare quella dualità, quella lotta tra il bello che prova a sopravvivere al brutto, alle problematiche, al dolore anche, che siamo costretti ad affrontare. Quindi era molto complesso, perché è complesso ciò che ognuno di noi prova dentro di sé. Però era ovviamente una grandissima occasione anche perché lo facevo con accanto un fratello, un amico con cui ho fatto un percorso molto lungo in questi ultimi dieci anni. Volevo che Taranto fosse raccontata anche come una sorta di viaggio, perché nel brano parto proprio dalla fondazione di Taranto. È una storia molto bella, è la storia di questi Parteni esiliati che arrivano a Taranto, nel golfo di Satùro, a cui l’Oracolo aveva detto “troverete la vostra terra quando vedrete piovere a ciel sereno”. Il capo dei Parteni, colui che guidava questo popolo di esiliati, si addormenta sfinito sulle gambe della moglie Etra, la quale, vedendolo in quello stato, ripensando a tutto ciò che hanno vissuto, comincia a piangere, e bagna il viso del marito, che si risveglia, vede questo cielo limpido, e ripensa alle parole dell’oracolo e dice “è qui che devo sbarcare ed è qui che devo fondare la mia terra”. Quindi porta il suo popolo a conquistare quella terra e a fondare Taranto. Etra, il nome della sua compagna, oltretutto significa proprio “Cielo sereno”.

“È una storia molto bella e che in qualche modo sembra racchiudere un destino, no? “Con la volontà però di riconoscere tutto questo e provare a virare verso un futuro alternativo che tutti noi vogliamo e che è auspicabile soprattutto per le future generazioni. Perché noi paghiamo proprio con la nostra pelle delle scelte che sono state fatte negli anni passati, è una situazione molto complessa ma che credo poi porterà a dover rinunciare a quella fabbrica. Anche perché in tutti questi anni non è mai stata poi in qualche modo modernizzata e quindi siamo davvero, credo, a un punto di svolta. Per noi è importante continuare a parlarne, anche quest’anno faremo un omaggio a Taranto perché continuiamo a pensare che sia necessario avere la possibilità di dire la nostra. Non solo su questo argomento, ma su argomenti anche simili perché poi Taranto diventa proprio un luogo in cui si può parlare di determinate cose.

“L’approccio che ho io personalmente è cercare di mettere molto di me in quello che racconto. Sono un grande appassionato di cinema e sono uno di quelli che quando va al cinema diventa i personaggi che vede. Perciò anche quando scrivo cerco di diventare un po’ quel personaggio, ma soprattutto di trovare i punti di contatto con me stesso e con la mia storia”.

“La cosa più bella del fare musica è la libertà: è chiaro che poi man mano viene fuori una cifra stilistica che ti contraddistingue, ed è importante anche per un concetto di carriera. Però io ho sempre pensato di dover essere molto libero anche nelle scelte musicali, anche nell’album precedente che ho fatto ci sono brani con un’elettronica spinta in certi casi, poi ci sono delle cose molto acustiche, alcune molto orchestrali. Sono cresciuto ascoltando tante cose diverse e quindi questo mix mi ha portato anche una libertà espressiva che mi piace provare a difendere”.

“E’ stato diverso per Che vita meravigliosa da La dea fortuna di Ferzan Ozpetek, che mi ha dato la possibilità di poter dire una cosa che io sentivo e che vedevo ancora una volta raccontata in un film. Ogni volta è un lavoro molto diverso, a volte facile, altre molto più complesso. Questa volta è stato un flusso imponente e importantissimo per me. Sono molto felice per questa candidatura ai David e sono contento per le cinque candidature ricevute da Palazzina Laf perché credo sia un progetto veramente importante. Penso ci sia un approccio, da parte di Michele, uno sguardo e un’attitudine che mi fanno anche ben sperare per le cose che arriveranno in futuro e che possano in qualche modo anche ispirare chi comincia ad avvicinarsi a un esordio cinematografico. E per me era importante perché dentro c’è un po’ tutta la mia vita”.

TAG: