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Scenari di guerra, avvistato l’incrociatore russo Ustinov a largo di Taranto

Andrea Chioppa - 23 Febbraio 2022

Secondo quanto riportato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, nella giornata di ieri un Boeing 737 di linea partito da Tessalonica (Grecia) e diretto a Malta ad una altitudine di 38 mila piedi avrebbe incrociato sui suoi radar appena 4 chilometri sotto di lui un altro velivolo la cui identificazione risultava essere “coperta”. Stando ai rilevamenti del sito internet specializzato a cui l’articolo della Gazzetta fa riferimento, potrebbe trattarsi di un pattugliatore Atr P -72 dell’Aeronautica Militare decollato dalla base di Sigonella (Catania) con lo scopo di pedinare e tenere sotto stretta sorveglianza l’incrociatore lanciamissili Marshal Ustinov distaccatosi dalla flotta russa in transito nel Mediterraneo per dirigersi minaccioso verso l’Italia Meridionale. I movimenti sospetti hanno subito destato l’attenzione delle Forze NATO tanto da aprire una vera e propria caccia ad una delle navi da guerra più potenti al mondo a cui è stato dato il soprannome di “killer di portaerei”.

L’ Ustinov è uno degli incrociatori missilistici della classe Slava, di fabbricazione sovietica, facenti parte del progetto 1164 sviluppati negli anni ’70 ed entrati in servizio presso la Marina sovietica all’inizio degli anni ’80. L’Unità navale è dotata di 16 missili supersonici anti nave a lungo raggio SS-N-12 Sandbox con gittata di oltre 500 chilometri e di armamenti per la difesa aerea A-N 6 a lancio verticale oltre ad un notevole sistema di attacco ravvicinato per renderlo idoneo a missioni di scorta e di prima linea.

L’incrociatore pesante del Cremlino non è solo nel Mediterraneo. Aveva varcato, infatti, lo stretto di Gibilterra all’inizio di febbraio assieme ad altre unità navali da sbarco e di scorta della Marina russa andando a rafforzare gli assetti militari di Mosca nei pressi delle coste siriane. Negli scorsi giorni il dietrofront verso l’Italia Meridionale, seguito a vista e braccato dagli aerei spia statunitensi che hanno intercettato lo stesso Ustinov ad appena 200 miglia dalla costa, nei pressi del Golfo di Taranto considerata dagli stessi russi la prima base navale del Mediterraneo.

Aumenta la tensione nel Mediterraneo, ormai diventato la seconda linea di crisi militare e diplomatica tra Mosca e le Forze NATO impegnate a seguito dello sviluppo della situazione al confine con l’Ucraina. Nuovo teatro di questi nervosismi, proprio il Mar Jonio nel tratto compreso tra le coste calabresi e pugliesi dove da diversi mesi è dislocata la squadra navale statunitense di scorta alla portaerei nucleare USS Truman – con le sue squadriglie di cacciabombardieri F-18 – impegnata in esercitazioni e in operazioni di scandaglio dei fondali con boe sonar intente ad individuare sottomarini russi. A sostegno di questa squadra navale, Taranto ha inviato due unità di supporto. Trattasi della fregata F593 Carabiniere e del sommergibile S526 Todaro.

Gli sviluppi della crisi russo – ucraina sono attualmente al centro della politica internazionale del nostro Paese schierato in prima linea assieme agli Stati Uniti ed intento a studiare un sistema di sanzioni e di risoluzione diplomatica della questione così come indicato dall’Unione Europea al fine di scongiurare a qualsiasi costo l’inizio di una nuova guerra che se ingaggiata avrebbe delle conseguenze catastrofiche.


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