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Avaste mo: Taranto, datti ‘4 schiaffi’ e ‘lavati la faccia’
Massimiliano Fina - 27 Novembre 2025
Questo è un attacco. Sì, ma anche una critica. C’è chi si alza la mattina bene e chi… dalla parte sbagliata del letto. E oggi va così. Criticone, come il “tarantino medio”: il “Re della lamentela” e “Principe della negatività“. Puntando il dito contro alcuni gesti che non rientrano proprio nella giurisdizione di una persona cresciuta con valori, vittima di una società esibizionista che pensa a fare video e sentirsi virale. Legata alla visualizzazione… tutto fatto per “apparire”. E fare la figura del…
Ma come possiamo crescere senza un pizzico di buon senso? Siamo abituati a essere i classici “Leoni del commento” e mai, ripeto, mai, realmente desiderosi di cambiare una città che ha tanto da offrire.
Oggi siamo qui. Partendo da questo video. Che dice tutto. Le polemiche vanno e vengono e questa città lo fa quotidianamente. E il Primo Maggio. E le processioni. E le navi da crociera. E il Medimex. E i Giochi del Mediterraneo. E, e, e… Invece di partire dalla semplicità. Dall’educazione. Dal buon senso. Dalla voglia di fare. Dal desiderio di metterci la faccia ed essere in prima linea per provare a trovare un colore positivo a una città, che dentro di sé, ma molto in profondo, ha una luce. Un sole nascosto. Una bellezza rara.
Ma se non ci impegniamo, tutto rimarrà sotto le macerie. Non credete? O a noi piace giocare a nascondino? Preferiamo “vedere” e far finta di nulla? Se davvero vogliamo divincolarci da tutto ciò, dobbiamo essere disposti anche a piccoli sacrifici. A delle rinunce. A tutto. Per provare a ritrovare un arcobaleno. Con un’apertura considerevole al futuro. A nuovi orizzonti. Perché lo meritiamo. Noi. I nostri familiari. Le prossime generazioni. Tutti.
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