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Il Parco Archeologico delle Mura Greche: un angolo di verde da preservare

Lorenzo Ruggieri - 29 Maggio 2022

Un polmone estirpato, un parente di cui ci si ricorda l’esistenza solamente una volta l’anno. Oppure un punto di rinascita, dove piantare le radici di una società ecologica e “green”. Queste definizioni appaiono contrastanti tra di loro, eppure consentono di inquadrare al meglio la situazione che attanaglia il Parco Archeologico delle Mura Greche di Taranto. Immersa tra verde e degrado, questa vasta distesa naturale sembra incunearsi tra abitazioni e immensi palazzi.

In realtà, le sue “radici” offrono forse la più antica testimonianza della storia della nostra città. Tuttavia, nonostante l’atavica struttura ha dovuto fronteggiare una pessima gestione molto più recente. Fino agli ultimi progetti, desiderosi di rilanciare questo spazio archeologico, ambientalistico e culturale.

Il Parco e le mura greche

Come ben noto, la fondazione di Taras ad opera della civiltà spartana risale all’incirca all’VIII secolo a. C. , conoscendo il suo massimo splendore sotto l’egida di Archita. Proprio a questo periodo, databile vero il XV secolo a.C., si rifanno alcune fonti archeologiche in merito alla costruzione di una cinta muraria della zona orientale della città.

L’efficacia delle opere spartane consentì, negli anni ’70 del secolo scorso, di rinvenire delle mura risalenti proprio alla Magna Grecia. La scoperta avvenne per merito dell’archeologo Felice G. Lo Porto e la loro conservazione indica lo straordinario ingegno del popolo spartano.

Con l’avvento del nuovo millennio, l’amministrazione comunale decise di istituire un Parco Archeologico, proprio al fine di proteggere quei frammenti della nostra storia. Il parco venne intitolato a Pierre Wuilleumier, studioso francese del XX secolo e autore del testo “Taranto dalle origini alla conquista romana“. Il luogo divenne fin da subito molto frequentato dai cittadini, con alterne fortune: da un lato, infatti, indica i millenari trascorsi della città dei due mari; dall’altra, invece, le sue bellezze vennero trascurate e quasi del tutto abbandonate.

Il concerto del Primo Maggio

Il suo nome torna sempre in voga in occasione del Primo Maggio. In questa data, infatti, si celebra la festa dei lavoratori e qui, dal 2013, avviene il festival musicale dall’ampio eco mediatico per affluenza e importanza degli ospiti.

Il concerto dell'”Uno Maggio Libero e Pensante di Taranto” viene organizzato annualmente proprio al Parco delle Mura Greche, richiamando appassionati da ogni angolo d’Italia. Esso è organizzato dall'”Associazione di Promozione Sociale Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti“, nata nel 2012 proprio per accendere i riflettori sul problema dell’inquinamento della città dei due mari. Tra i direttori artistici dell’evento figurano l’attore tarantino Michele Riondino, il cantautore e concittadino Diodato e il noto musicista Roy Paci.

Dopo due anni di assenza causati dalla pandemia da Covid-19, il concerto si è svolto regolarmente nel 2022. Negli anni, si sono susseguiti sul palco personalità di fama nazionale quali Levante, Daniele Silvestri, Izi e lo stesso Diodato.

Il concerto del Primo Maggio a Taranto

1000 alberi per il Parco Archeologico delle Mura Greche

Lo scorso 20 dicembre, Arbolia, società benefit di Snam e Fondazione CDP attiva nella forestazione urbana, ha reso noto di aver realizzano un piccolo bosco urbano di  1.061 alberi all’interno del Parco delle Mura Greche.

Il progetto, realizzato in collaborazione con Windtre, vedrà anche l’impegno di Arbolia nel curarne la manutenzione per i prossimi due anni. Le piante, di diverse specie arboree, sono alte circa 2 metri e mezzo e permetteranno di assorbire fino a 258 tonnellate di CO2 in 20 anni e fino a 2.506 Kg di PM10 l’anno.

Ovviamente, tale iniziativa rappresenta un input da ottimizzare in funzione di una valorizzazione generale del Parco, vero cuore pulsante di Taranto. La sua conservazione, inoltre, è essenziale per rimarcare le origini spartane della nostra città, testimoniate principalmente dai frammenti delle mura presenti all’interno della riserva.

Più di 1000 alberi piantati al Parco Archeologico delle Mura Greche (Fonte: Taranto Buonasera)